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Varese |
51 |
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Ascoli |
51 |
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Ternana |
50 |
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Como |
46 |
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Parma |
39 |
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Taranto |
38 |
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Palermo |
38 |
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Spal |
38 |
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Novara |
38 |
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Arezzo |
37 |
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Brescia |
36 |
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Atalanta |
36 |
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Avellino |
35 |
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Catanzaro |
35 |
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Brindisi |
34 |
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Reggiana |
34 |
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Perugia |
34 |
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Reggina |
34 |
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Bari |
28 |
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Catania |
26 |
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Il 25
luglio però ecco la "bomba". La Commissione di inchiesta della FIGC
informa che la partita Parma-Perugia è "sospetta". L'inquisitore
federale interroga in una trattoria di Collecchio tre calciatori crociati,
per il momento solo come testimoni. Ma tutti smentiscono. Si scopre anche
che qualche giorno prima della gara al Circolo di lettura un "emissario"
perugino ha effettivamente cercato qualche aggancio per arrivare ai
calciatori locali e addomesticare la partita, offrendo una somma
consistente.
Il
processo a carico del Perugia viene fissato per il 26 agosto a Milano. C'è
molta attesa, soprattutto a Parma, mentre i giornali accennano a presunte
intimidazioni nei confronti dei giudici. Il procedimento si trasforma in
una sorta di farsa: i tre parmigiani coinvolti nel tentativo si
presentano regolarmente, ma vengono dichiarati "non credibili"; cadono
quindi tutte le fonti di accusa e il processo si riduce ad un monologo in
favore del Perugia che viene assolto. Qualche anno dopo, un dirigente
umbro, venuto a Parma per trattare l'acquisto di Redeghieri, confermerà
che corruzione ci fu, fornendo anche i nomi. Tre giocatori di primo
piano dislocati in vari reparti della squadra. Ma per la cosiddetta
giustizia sportiva, tutto regolare. In tutto questo pasticcio, i dirigenti
hanno ampie e ripetute occasioni per dimostrare la loro assoluta estraneità.
E l'opinione pubblica ci crede.
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Intanto
matura all'interno del sodalizio un'importante novità: il comm. Ermes
Foglia lascia. Tocca al comm. Arnaldo Musini, imprenditore nel settore
dei prosciutti, assumere la presidenza. E comincia subito bene.
Del
Grosso lavora con la consueta professionalità. Deve rinunciare allo stopper
Colzato, in più se ne vanno Furlan, Cappellotto, Grisendi, Gioia, Gavino,
Zanotti, Basili, Vigevani e Paganini. Massiccia la contropartita in arrivo:
il d.s. sta veramente cambiando la "filosofia" del club: per guadagnare
domani, bisogna spendere oggi. Vengono anzitutto riscattati Daolio e
Colonnelli (15 milioni); Sega e Biagini (20 milioni). In più vari acquisti:
il portiere Manfredi (Torino); il difensore Gasparroni (Catanzaro); lo
stopper Andreuzza (Turris), oltre ai prestiti, dalla Sampdoria,
dell'ala-centravanti Spadetto e del centrocampista Repetto.
Il
ritiro, come al solito, si svolge a Bedonia. Sereni guida magistralmente la
squadra e riesce abilmente a superare senza rilevanti conseguenze gli
infortuni di due pedine importanti come Biagini (fuori per 16 giornate)
e Colonnelli (fuori per 19). I punti arrivano, soprattutto in casa (fuori,
non si vincerà neanche una gara), in una classifica sempre più tranquilla.
Nel frattempo, ecco altre due tegole: uno strappo muscolare per Bertoni (sei
partite di assenza) e una frattura per Sega che toglie per 20 giornate al
complesso uno dei goleadores. Il suo sostituto, Spadetto, dimostra
imprevedibili impaccio e impreparazione, smentendo clamorosamente i suoi
sostenitori. Fra partite intere e altre part-time scende in campo solo una
quindicina di volte, senza realizzare neanche un gol e finendo in modo
veramente inglorioso la sua permanenza a Parma.
Per
fortuna il trainer crociato si ritrova fra le mani un Repetto eccezionale
per temperamento, generosità e tecnica: alla fine del torneo saranno proprio
il sampdoriano ed il nuovo stopper Andreuzza le più belle rivelazioni, sulle
stesse linee di rendimento dei sempre bravissimi Bertoni, Daolio, Benedetto,
Rizzati e Volpi.
Notevole
come si è visto, l'incidenza degli infortuni sul rendimento della squadra. E
spesso discutibile anche il comportamento degli arbitri, fra i quali
il catanzarese Panzino si segnala per una dimostrazione di incredibile
"fiscalità" naturalmente a danno dei crociati. Il derby Reggiana-Parma ha
già superato il 90' da svariati secondi, il direttore di gara (Panzino,
appunto) sembra intenzionato a proseguire il recupero, quando Rizzati,
arrivato solo davanti al portiere granata, spara a rete: l'estremo difensore
reggiano attenua le velocità della palla che però prosegue verso la linea
bianca e sta per superarla. Proprio in quell'attimo, ecco il fischio finale:
non è gol, tempo scaduto. Rizzati, che già aveva esultato per la rete, si
getta a terra disperato. E' una beffa sicuramente. Ma la Reggiana si
salva dalla sconfitta e, con questo punto, dalla retrocessione.
Nonostante tutto questo; nonostante un finale di campionato balordo (nelle
ultime sei partite, tre pareggi e tre sconfitte, di cui due interne);
nonostante la mancanza di vittorie esterne, il Parma chiude al quinto
posto. "Volevamo solo salvarci, siamo arrivati ben oltre. Mi pare che
si debba essere soddisfatti" commenta il presidente Musini. Poi,
l'inghippo Perugia.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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