Stagione 1974/1975 - Serie B
 
CAMPAGNA ACQUISTI SBAGLIATA. UN ILLECITO IN PARMA-VERONA: PENALIZZAZIONE DI 3 PUNTI. E' SERIE C

La stagione 74/75 nasce in un'atmosfera piuttosto sconcertata. Nel ritiro di Bedonia, le notizie sulla partita Parma-Perugia (vedi stagione 1973-1974) del campionato precedente non contribuiscono certo a portare serenità e distensione. Da tutte queste premesse incredibilmente, sta per scaturire un'annata disastrosa sotto tutti gli aspetti. Uomini ai quali si guarda con grande stima e ammirazione, finiscono per rovinare tutto (e rovinarsi), coinvolgendo purtroppo anche l'incolpevole società.

Partiamo da Bedonia, dove la squadra sale in ritiro il 29 luglio, proprio in coincidenza con i giorni dello scoppio della "bomba" Perugia. I cambiamenti della squadra crociata sono notevoli, vengono ceduti Rizzati (Atalanta), Biagini (Torino, poi Ternana), Manfredi (Torino), Repetto e Spadetto (tornati alla Sampdoria), Capra (Taranto) e Regali (Piacenza). Fa discutere la cessione di quest'ultimo, da quattro stagioni in maglia crociata e beniamino del pubblico del "Tardini": ma le incomprensioni con Del Grosso rendono difficile la coesistenza. Oltre a Regali, il Parma dà al Piacenza 100 milioni per riceverne in contropartita la mezz'ala Corbellini e il centravanti Barone. Un'operazione che non si rivelerà certo felice, per cui va considerata come uno dei pochissimi "infortuni" nei quali il bravo Gigi Del Grosso è incorso nella sua lunga permanenza a Parma.

Se si tiene conto che non sono confermati nè Donzelli, nè Gasparroni, la squadra manca completamente di terzini di fascia e, più in generale, di difensori. Il d.s. parmigiano corre subito ai ripari acquistando Mantovani, Ferrari, Fabris, Andreoli, Giani e Calcagni. Per il resto, significativo il ritorno di Bonci dall'Atalanta, nell'ambito dell'operazione Rizzati. Si aggiungono inoltre una giovane punta, Beccaria della Vibonese ed un esperto centrocampista, Badari, prelevato dal Modena.

 
Formazione del Parma, stagione 1974/1975
 
In piedi da sinistra: Bonci, Mantovani, Daolio, Benedetto, Andreuzza, Ferrari;
accosciati: Colonnelli, Bertoni, Morra, Beccaria, Carelli
 
La rosa

Bertoni

Ferrari
Mantovani
Andreuzza
Benedetto
Daolio
Barone
Morra
Corbellini
Bonci
Volpi
Benevelli
Colonnelli
Beccaria
Sega
Badari
Andreoli
Redeghieri
Neumair
Carelli
Calcagni
Fabris
All. Sereni (esonerato) - Gei
Presidente Arnaldo Musini


La classifica

Perugia

49
Como 46
Catanzaro 45
Verona 45
Palermo 43
Atalanta 39
Genoa 38
Foggia 38
Brescia 37
Pescara 36
Sambenedettese 36
Novara 35
Spal 35
Brindisi 35
Taranto 35
Avellino 34
Alessandria 34
Reggiana 34
Arezzo 33
Parma 30

La squadra non parte male, ma presto affiorano evidenti lacune: i due terzini titolari (Mantovani e Ferrari) non offrono la stessa copertura dei precedessori; Corbellini non fa certo dimenticare Regali; Barone stenta molto ad inserirsi; Volpi, tenuto spesso in panchina, apre con l'allenatore un contenzioso polemico piuttosto grave, che non lascia indifferenti soprattutto i "vecchi", legati fra loro da amicizia stretta. Con la riapertura delle liste, a novembre, Del Grosso mette a disposizione di Sereni anche Carelli, che però non si rivelerà particolarmente utile.

Alla fine del girone di andata, il Parma con 17 punti naviga nelle posizioni basse della classifica, fuori di appena due lunghezza dalla zona retrocessione. Il pubblico è insoddisfatto, naturalmente. Si spera in un miglioramento, ma evidentemente è stato sbagliato il "taglio" e il vestito non si aggiusta più. Sereni scalpita, cerca di prendere le distanze da Del Grosso, di inventare qualcosa. Sente che il suo prestigio, consacrato anche dalla conquista del "Seminatore d'oro 1974", vacilla e mostra una fino ad ora sconosciuta labilità di carattere. Se ne ha prova quando scoppia un altro scandalo, questa volta più grave perchè coinvolge direttamente la società, legato alla partita Parma-Verona, perduta dai crociati per 1-0 ma tuttavia sospettata di essere stata preceduta da un tentativo di "combine" da parte di emissari parmensi.

Tutto parte da una denuncia del Verona, qualche giorno prima della gara. Il Parma avrebbe messo in atto un'azione per prefissare un pareggio, particolarmente prezioso in un momento nel quale la squadra sta accusando un sensibile calo di rendimento. L'iniziativa, secondo l'accusa, sarebbe partita da un ex calciatore, Silvio Smersy, ormai fuori attività. Ma avrebbe trovato l'avallo di un tesserato. Tutti negano però. I dirigenti cercano di capirci qualcosa, ma inutilmente. Il fatto che la squadra abbia anche perduto, pare allontanare ogni sospetto. Ma la Commissione di inchiesta acquisisce elementi decisivi, che chiamano in causa l'allenatore crociato, caduto in uno squallido tranello proprio pochi minuti prima della partita incriminata. Avvicinato nel corridoio degli spogliatoi dall'allenatore veronese Mascalaito (imbeccato dall'inquisitore avv. Porceddu) affronta il tema pareggio e insiste perchè "un punto va bene per tutti". Frase ascoltata dallo stesso Porceddu, che si trova nei pressi.

Sereni però non se ne accorge e continua ufficialmente a negare, mentre la squadra va sempre più giù. A questo punto i dirigenti mandano via Sereni, dandone l'annuncio con questo comunicato: "Di fronte ai risultati negativi delle ultime partite, al fine di superare il difficile momento che la squadra attraversa, il Consiglio decide di esonerare dal suo attuale incarico l'allenatore Giorgio Sereni e di affidare la squadra stessa al sig. Renato Gei". E' evidente che alla delusione per i risultati sul campo, si accompagna anche il disappunto per una situazione fermentata completamente al di fuori della dirigenza e della quale non si riesce a venire a capo. Pare strano a tutti che nè Del Grosso nè il segretario Schiavi non abbiano percepito nessun elemento "sospetto".

Improvvisamente, e clamorosamente, il 26 maggio, Giorgio Sereni invia al presidente federale della Commissione di inchiesta avv. De Biase una "memoria" nella quale ritrattava la propria deposizione negativa del 30 aprile e ammette le proprie responsabilità. Dice di avere ceduto, al sabato sera, nel ritiro di Monticelli, alle reiterate insistenze di Silvio Smersy per concordare un pareggio (l'ex crociato sosteneva di avere già perfezionato gli accordi). Nel  contempo Sereni esclude ogni responsabilità dei dirigenti; ribadisce di avere agito a titolo personale, in un momento di particolare tensione, determinata dal cattivo andamento della squadra. Quali i motivi del repentino "pentimento" del trainer crociato? Non ci sono dubbi: se avesse insistito nei suoi dinieghi, dopo aver pronunciato la famosa frase "un punto va bene per tutti" in presenza di un inquisitore federale, avrebbe rischiato la radiazione.

Il Parma si sente forte della sua sicura innocenza, ma il principio della responsabilità oggettiva rende le previsioni piuttosto fosche. Il processo si svolge a Milano. L'accusa chiede sei punti di penalizzazione per la squadra; due anni di squalifica per Sereni e la radiazione per Silvio Smersy. La sentenza commina tre punti di penalizzazione in classifica; due anni a Sereni e la radiazione per Smersy. Le reazioni in loco sono vibrate: il presidente Musini minaccia di dimettersi, anche l'arbitro Michelotti parla di "offesa alla città", ma, tutto sommato, non si può nemmeno parlare di sentenza spietata.

Intanto, Gei sta conducendo abbastanza bene la squadra, nella quale ha riportato un pò di serenità. Pareggia a Catanzaro, dove fa debuttare il giovane Redeghieri (1-1, rete di Bonci su rigore) e vince in casa con il Taranto (gol del "riconsacrato" Volpi e di Bonci). La sentenza di Milano arriva proprio alla vigilia del derby contro la Reggiana: solo un risultato utile al "Mirabello" potrebbe alimentare qualche speranza. Niente. Il Parma è sconfitto per 1-0 al termine di una partita dominata: 16 calci d'angolo a favore ed un palo di Corbellini.

Inutili le altre due partite (0-0 con Avellino e 1-1 a Brescia). Il Parma chiude all'ultimo posto con 30 punti e retrocede, insieme con Arezzo e Alessandria. Nel frattempo, i dirigenti, considerato che il Parma sarebbe retrocesso anche senza la penalizzazione, hanno già annunciato il ritiro del ricorso alla CAF contro il verdetto di Milano.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

stagione precedente Storia stagione successiva