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Rimini |
51 |
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Parma |
46 |
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Teramo |
44 |
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Giulianova |
42 |
|
Lucchese |
41 |
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Livorno |
40 |
|
Arezzo |
40 |
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Massese |
39 |
|
Pistoiese |
38 |
|
Empoli |
37 |
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Grosseto |
37 |
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Spezia |
35 |
|
Olbia |
35 |
|
Sangiovannese |
35 |
|
Riccione |
34 |
|
Anconitana |
34 |
|
Pisa |
34 |
|
Montevarchi |
34 |
|
Chieti |
33 |
|
Ravenna |
31 |
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La
squadra si comporta abbastanza bene, anche se la partenza fulminea del
Rimini mette in crisi tutti. Si tenta di tenere il passo: ritorna
dall'Atalanta il goleador Rizzati, ma il suo esordio, proprio contro
i romagnoli, non porta fortuna; il Rimini passa per 0-1 al Tardini ed
allunga il distacco. Alla fine del girone di andata la situazione è questa:
Rimini 31 punti; Arezzo e Lucchese 25, Teramo 24, Parma 23.
Intanto,
cadono anche vecchi miti. Come quello del portiere Bertoni,
straordinario protagonista di tante battaglie, ormai però in fase calante:
ad Arezzo, propizia, con un errore in uscita, il primo gol dei locali e
Meregalli lo sostituisce nella ripresa con Benevelli; la Gazzetta di Parma,
nella pagella dei giocatori, gli rifila addirittura un "4". E' chiaro che
ormai per Bertoni è giunto il momento del congedo dalla maglia crociata:
ciò avverrà a fine stagione, ma negli sportivi non più giovanissimi rimane
il ricordo di quell'atleta così bravo e spericolato, sicuramente uno dei
migliori portieri di tutti i tempi visti nel Parma.
La
stagione 75/76 offre nella sua ultima parte episodi che trascendono i
risultati sul campo e si pongono in altra dimensione. Nella notte fra il 12
e il 13 maggio si spegne, nella sua abitazione cittadina, Gigi Del
Grosso. Non ha ancora 60 anni (li avrebbe compiuti a luglio). Una
perdita grave per il calcio non solo locale ma nazionale. Il senso di
cordoglio che accoglie la notizia della sua morte è vasto e accorato:
esprimono la loro partecipazione dolorosa e commossa i massimi dirigenti
nazionali, tanti calciatori e tecnici famosi, oltre a migliaia di semplici
appassionati da tutta Italia.
Per
ricordare Gigi Del Grosso, riportiamo quanto ha scritto su di lui Fulvio
Bernardini, ex grande calciatore, ex grande tecnico di club e della
nazionale. Un "omaggio" che merita di essere letto, meditato e ricordato e
che porta come titolo "Il migliore fra noi".
Ricordo
Gigi giocatore, preciso, freddo, sicuro di sè in ogni situazione e poi se
aveva vinto non se ne gloriava e dava il merito ai compagni, se aveva
perduto si comportava da sportivo, da vero signore, e si complimentava con
l'avversario che l'aveva superato. Ricordo ancora meglio Gigi come tecnico,
manager, direttore sportivo, organizzatore delle faccende calcistiche. Lo
ebbi con me nel consiglio direttivo degli allenatori: era un uomo di prim'ordine,
incorruttibile, amico con gli amici, giusto con i pochi nemici. Lo ebbi
anche con me alla Sampdoria e mi rammarico solo che sia stato un anno
solamente. E' proprio vero che troppo spesso i migliori se ne vanno troppo
presto. L'indimenticabile Gigi era il migliore tra noi e non possiamo
dimenticarlo.
La
squadra, intanto, sta comportandosi con molto onore. Nel girone di ritorno
fa addirittura meglio del promosso Rimini (23 punti contro 20) e si piazza
al secondo posto. Tutto questo, però, non basta al bravo tecnico lombardo
per garantirsi il posto nella stagione successiva: infatti, mentre ancora si
gioca, i dirigenti crociati hanno già deciso di "siluramento" di Meregalli
per far posto a Tito Corsi, toscano, già giocatore della Reggiana, e ora fra
i giovani tecnici più corteggiati.
Alla
fine, dunque, un altro secondo posto che inorgoglisce giustamente il
presidente Musini, il quale afferma: "Un piazzamento ottimo e un bilancio
in parità. Che si voleva di più?". Giusto, giustissimo. Queste lapidarie
parole sono le ultime che lo stesso Musini pronuncia ufficialmente nelle
vesti di presidente del Parma, prima di lasciare la carica. Sta per aprirsi
una nuova era.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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