Stagione 1975/1976 - Serie C
 
RITORNA MEREGALLI, AMPIO MOVIMENTO DI GIOCATORI, ANCORA SECONDO POSTO. LA MORTE DI GIGI DEL GROSSO

Parma nuovamente in C, con una situazione dirigenziale abbastanza incerta. Comincia a farsi sentire il peso di una gestione pesante in assoluto, anche se, per fortuna, la misurata politica sociale e la grande bravura di Del Grosso consentono bilanci buoni. Com'è appunto nella circostanza: squadra retrocessa, tutti i giocatori sul mercato con indubbia svalutazione di prezzo, ma alla fine delle operazioni all'albergo Hilton di Milano, la campagna si chiude con l'approntamento di una discreta formazione e, addirittura, con mezzo miliardo di utile. Incredibile, ma vero.

Del Grosso, che sul piano della salute ha già avuto un "avvertimento", cede Andreuzza al Pescara, Badari al Modena, Bonci al Genoa (200 milioni più Perotti), Morra al Torino, Corbellini all'Empoli. In più restituisce Mantovani al Torino e Beccaria all'Almas Roma. Se ne vanno pure Volpi (Lucchese), Sega e Toscani. Molto interessante il capitolo acquisti: gli attaccanti Bozza e Bressani e i centrocampisti Pirola e Torresani, oltre a Perotti e Furlan (riscattato dalla Mestrina). Quanto all'allenatore tocca a Giovanni Meregalli (tre stagioni a Parma da giocatore) tentare la difficile impresa di un ritorno in B, in un girone a venti squadre che prevede una sola promozione.

La situazione sociale, mentre il campionato si avvicina, registra sussulti. Il presidente Musini, appena confermato, si dimette. Evidentemente non esiste più il clima di qualche anno prima: Foglia se ne è già andato e anche gli altri, tutti imprenditori con importanti aziende da gestire, trovano meno tempo da dedicare alla squadra. Ma l'impegno con gli sportivi viene ancora onorato: Musini ritira le dimissioni e resta alla presidenza, però con l'affiancamento di un comitato esecutivo formato dai vicepresidenti Abbo Cortesi e Armani e da Michele Zampiccinini, segretario il dr. Orlandini.

Formazione del Parma, stagione 1975/1976
 
In piedi da sinistra: Bozza, Torresani, Cavazzini, Bressani, Ferrari, Benedetto;
accosciati: Bertoni, Pirola, Furlan, Perotti, Lodi.
 
La rosa

Bertoni

Cavazzini
Ferrari
Colonnelli
Benedetto
Pirola
Perotti
Furlan
Bressani
Torresani
Barone
Benevelli
Bozza
Tassoni
Lodi
Gabban
Giani
Rizzati
Andreoli
Redeghieri
Neumair
Montesi
Fabris
Barlottini
Calcagni
All. Meregalli
Presidente Arnaldo Musini


 
La classifica

Rimini

51
Parma 46
Teramo 44
Giulianova 42
Lucchese 41
Livorno 40
Arezzo 40
Massese 39
Pistoiese 38
Empoli 37
Grosseto 37
Spezia 35
Olbia 35
Sangiovannese 35
Riccione 34
Anconitana 34
Pisa 34
Montevarchi 34
Chieti 33
Ravenna 31

La squadra si comporta abbastanza bene, anche se la partenza fulminea del Rimini mette in crisi tutti. Si tenta di tenere il passo: ritorna dall'Atalanta il goleador Rizzati, ma il suo esordio, proprio contro i romagnoli, non porta fortuna; il Rimini passa per 0-1 al Tardini ed allunga il distacco. Alla fine del girone di andata la situazione è questa: Rimini 31 punti; Arezzo e Lucchese 25, Teramo 24, Parma 23.

Intanto, cadono anche vecchi miti. Come quello del portiere Bertoni, straordinario protagonista di tante battaglie, ormai però in fase calante: ad Arezzo, propizia, con un errore in uscita, il primo gol dei locali e Meregalli lo sostituisce nella ripresa con Benevelli; la Gazzetta di Parma, nella pagella dei giocatori, gli rifila addirittura un "4". E' chiaro che ormai per Bertoni è giunto il momento del congedo dalla maglia crociata: ciò avverrà a fine stagione, ma negli sportivi non più giovanissimi rimane il ricordo di quell'atleta così bravo e spericolato, sicuramente uno dei migliori portieri di tutti i tempi visti nel Parma.

La stagione 75/76 offre nella sua ultima parte episodi che trascendono i risultati sul campo e si pongono in altra dimensione. Nella notte fra il 12 e il 13 maggio si spegne, nella sua abitazione cittadina, Gigi Del Grosso. Non ha ancora 60 anni (li avrebbe compiuti a luglio). Una perdita grave per il calcio non solo locale ma nazionale. Il senso di cordoglio che accoglie la notizia della sua morte è vasto e accorato: esprimono la loro partecipazione dolorosa e commossa i massimi dirigenti nazionali, tanti calciatori e tecnici famosi, oltre a migliaia di semplici appassionati da tutta Italia.

Per ricordare Gigi Del Grosso, riportiamo quanto ha scritto su di lui Fulvio Bernardini, ex grande calciatore, ex grande tecnico di club e della nazionale. Un "omaggio" che merita di essere letto, meditato e ricordato e che porta come titolo "Il migliore fra noi".

Ricordo Gigi giocatore, preciso, freddo, sicuro di sè in ogni situazione e poi se aveva vinto non se ne gloriava e dava il merito ai compagni, se aveva perduto si comportava da sportivo, da vero signore, e si complimentava con l'avversario che l'aveva superato. Ricordo ancora meglio Gigi come tecnico, manager, direttore sportivo, organizzatore delle faccende calcistiche. Lo ebbi con me nel consiglio direttivo degli allenatori: era un uomo di prim'ordine, incorruttibile, amico con gli amici, giusto con i pochi nemici. Lo ebbi anche con me alla Sampdoria e mi rammarico solo che sia stato un anno solamente. E' proprio vero che troppo spesso i migliori se ne vanno troppo presto. L'indimenticabile Gigi era il migliore tra noi e non possiamo dimenticarlo.

La squadra, intanto, sta comportandosi con molto onore. Nel girone di ritorno fa addirittura meglio del promosso Rimini (23 punti contro 20) e si piazza al secondo posto. Tutto questo, però, non basta al bravo tecnico lombardo per garantirsi il posto nella stagione successiva: infatti, mentre ancora si gioca, i dirigenti crociati hanno già deciso di "siluramento" di Meregalli per far posto a Tito Corsi, toscano, già giocatore della Reggiana, e ora fra i giovani tecnici più corteggiati.

Alla fine, dunque, un altro secondo posto che inorgoglisce giustamente il presidente Musini, il quale afferma: "Un piazzamento ottimo e un bilancio in parità. Che si voleva di più?". Giusto, giustissimo. Queste lapidarie parole sono le ultime che lo stesso Musini pronuncia ufficialmente nelle vesti di presidente del Parma, prima di lasciare la carica. Sta per aprirsi una nuova era.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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