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Pistoiese |
54 |
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Parma |
46 |
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Spezia |
42 |
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Lucchese |
40 |
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Pisa |
40 |
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Giulianova |
39 |
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Reggiana |
39 |
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Arezzo |
38 |
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Siena |
38 |
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Olbia |
37 |
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Teramo |
36 |
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Fano |
36 |
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Grosseto |
36 |
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Riccione |
36 |
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Livorno |
35 |
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Massese |
35 |
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Empoli |
34 |
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Viterbese |
34 |
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Anconitana |
34 |
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Sangiovannese |
31 |
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Ceresini
entra senza alcuna esperienza dirigenziale. E' appassionato di
calcio: una passione nata ai tempi della scuola, con le partite del "Melloni",
e poi riversata a livello più alto, soprattutto , sul Parma, ancora
pendolante tra serie B e serie C. E' un uomo coraggioso e si getta
nell'avventura: dimostrerà, nel difficile incarico, tutta la passione, la
carica umana, l'onestà e la grinta di cui è portatore.
I vecchi
dirigenti hanno già acquistato il nuovo allenatore: come si è visto, via
Meregalli, arriva Tito Corsi. Al posto di Gigi Del Grosso, il neofita
presidente si ritrova Carlo Volpi, fino a qualche giorno prima calciatore in
attività e improvvisamente trasformato nel ruolo di manager, senza nessun
tirocinio specifico nel settore. Ceresini può contare anche sulla
collaborazione di Michele Zampiccinini e di un consiglio del quale fanno
parte Carboni, Musini, Tanzi e Panciroli, ma la nuova gestione registra
subito due episodi emblematici di una realtà dirigenziale confusa e ricca di
equivoci. Ricorda il presidente: "Andiamo a Milano all'hotel Gallia, sede
delle trattative estive, e uno dei collaboratori mi dice: Venga a firmare il
contratto per l'acquisto del terzino Zanutto. Nessuno mi aveva detto niente,
io Zanutto non sapevo neanche chi fosse. Ma firmai, seppure senza
entusiasmo. Si comincia male".
Per
contro, di lì a poco, senza consultare nessuno, Ceresini conclude l'ingaggio
dell'ala destra Turella dal Foggia, per la cifra al tempo molto
elevata di 120 milioni. Un'operazione che risulterà tutt'altro che
felice. Lo stesso "responsabile" lo riconosce lealmente: "Avevo visto
Turella in televisione, nelle file del Foggia, in una partita di Coppa
Italia contro il Napoli, mettere a segno due reti stupende e giocare in modo
divino. Mi ero innamorato di quella specie di... trampoliere, e l'ho voluto.
Sono stati i primi quattrini sborsati per il Parma: ricordo ancora, dodici
assegni da 10 milioni ciascuno, della Banca Popolare di Novara. Erano
passati dieci giorni dalla mia investitura ed ero già fuori di 120 milioni..
Purtroppo non mi sono fermato lì. Fra l'altro un esordio non felice, perchè
quello di Turella non fu proprio un buon affare".
Ma
torniamo all'estate del 1976. Il neo presidente non nasconde il suo
obiettivo: l'immediato ritorno in B. Con quali effettivi? Lasciano la
società Pirola, Bressani, Andreoli, Calcagni, Neumair, Bertoni. Il nuovo
allenatore Corsi può completare i ranghi grazie agli ingaggi del portiere
Zecchina (Spal), dei difensori Zanutto (Novara) e Verdiani (Foggia); degli
attaccanti Turella (Foggia), Borzoni (Massese) e Bareato (Romulea). In un
secondo momento verrà "ripescato" Daolio e arriverà il centrocampista Crotti.
In fase di preparazione, a Bedonia, Corsi perde Furlan, che accusa un
fastidioso malessere: ricoverato all'ospedale di Borgotaro, la diagnosi è
tremenda. Leucemia. Comincia il calvario del giovane
centrocampista veneto che si concluderà, come vedremo, nell'ottobre del
1978.
La prima
parte del campionato giustifica concrete speranze: la squadra fa buon gioco,
ottiene risultati e termina il girone di andata in testa, con due
punti di vantaggio sulla Pistoiese, quattro sullo Spezia e cinque su Siena e
Reggiana. Ha perduto una sola partita (Viterbo), vincendone nove e
pareggiandone altrettante. Il cammino però è ancora lungo. Già alla terza di
ritorno si registra l'aggancio da parte della Pistoiese. Crociati ancora in
testa alla 23a partita (vittoria sul Fano), ma è l'ultimo acuto di una
stagione che finirà in un autentico crollo. Da qui alla fine (cioè in
quindici partite), i toscani staccheranno il Parma di ben 8 punti (54 contro
46)!
Ma il
campionato 1976/77 non si può liquidare con queste brevi note perchè, nella
sua ultima parte, registra molti episodi che fanno cronaca e che spiegano
tante cose. Mano a mano che la squadra perde terreno, la reazione degli
sportivi monta. Al pareggio interno con la Viterbese (1-1), segue una
dura contestazione nei confronti di Corsi: il presidente Ceresini si
schiera a favore del tecnico e minaccia di dimettersi se la squadra non
potrà trovare un clima disteso in cui affrontare la fase cruciale del
campionato. Dopo due vittorie esterne, la situazione precipita il 24 aprile
quando il Grosseto espugna il "Tardini" con un categorico 0-2. La rabbia dei
tifosi esplode contro l'allenatore: lo si accusa di volere, lui toscano,
favorire la Pistoiese. Assurdo!
Tre
giorni dopo, la compagine crociata parte in Inghilterra, dove è in programma
il torneo anglo-italiano riservato a squadre di terza serie. La sosta nel "quartier
generale" di York serve al presidente Ceresini per chiarire con Corsi gli
aspetti di una situazione sempre più arroventata e per convincere il tecnico
a dare le dimissioni. Al rientro in sede, il tecnico toscano ufficializza
il distacco dalla squadra e dalla società: a sostituirlo viene chiamato
Bruno Mora, il quale esordisce con una bella vittoria allo Spezia (1-0 rete
di Turella) e riporta il Parma a due punti dalla Pistoiese. Si riaccendono
le speranze, ma lo scontro diretto in casa della capolista cancella
brutalmente ogni residua velleità.
Le
restanti partite rappresentano una specie di calvario per il Parma. Ma il
campionato si era perduto già prima.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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