Stagione 1976/1977 - Serie C

 
SI APRE UN'ERA NUOVA PER LA SOCIETA': ENTRA IL GEOM. ERNESTO CERESINI, CHE SPENDE 120 MILIONI PER L'ALA TURELLA

Chiuso il ciclo Foglia-Musini, si apre l'era Ceresini che segnerà la più lunga permanenza di una stessa persona alla guida del Parma. Il geom. Ernesto Ceresini è un giovane imprenditore edile (nato a Felino nel gennaio del 1930), a capo di un'azienda che ha già "firmato" costruzioni a Milano, Codogno, Monza, oltre che a Parma, dove, insieme a molti condominii, lega il suo nome ad opere più "nobili", come la chiesa di San Lazzaro e l'albergo Palace Maria Luigia.

Quando il dr. Giorgio Orlandini si rende conto che un'epoca è finita, e che occorre "cambiare mano", si rivolge al geom. Ceresini, chiedendogli di diventare presidente; l'interessato resta sorpreso, quasi interdetto, non se l'aspetta. Ha perduto la giovane moglie da poco tempo, ha tre figli in giovanissima età a cui pensare e si appoggia alla madre, la signora Severina, ancora giovanilmente in gamba. Per lui, però, la vita è cambiata, solo lavoro e casa, cancellando tutto il resto. Lo confessa con commovente sincerità: "Non frequentavo più il mio solito bar, niente più cinema. Al sabato sera andavo a letto, dormivo tutta la domenica e mi alzavo il lunedì mattina per tornare in ufficio o sui cantieri. L'immatura scomparsa della mia compagna aveva lasciato un vuoto incolmabile. Mi rendevo conto che non potevo continuare così. Ecco perchè quando il dr. Orlandini e altri amici mi hanno proposto di entrare nel Parma, ho pensate che, lì, avrei potuto trovare un motivo di evasione e di distrazione. Ho riflettuto molto, è stata una scelta lungamente meditata: alla fine, cedendo alle reiterate, pressanti amichevoli "violenze", ho detto sì".

 
Formazione del Parma, stagione 1976/1977
 
In piedi da sinistra: Benevelli, Zanutto, Turella, Verdiani, Ferrari, Benedetto;
accosciati: Colonnelli, Borzoni, Rizzati, Carrera, Torresani.
 
La rosa

Benevelli

Italia
Zanutto Italia
Ferrari Italia
Colonnelli Italia
Verdiani Italia
Benedetto Italia
Turella Italia
Perotti Italia
Borzoni Italia
Rizzati Italia
Torresani Italia
Zecchina Italia
Carrera Italia
Barone Italia
Cavazzini Italia
Fabris Italia
Chiapponi Italia
Daolio Italia
Ancelotti Italia
Rossi Italia
Crotti Italia
All. Corsi (dimesso) - Mora
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica

Pistoiese

54
Parma 46
Spezia 42
Lucchese 40
Pisa 40
Giulianova 39
Reggiana 39
Arezzo 38
Siena 38
Olbia 37
Teramo 36
Fano 36
Grosseto 36
Riccione 36
Livorno 35
Massese 35
Empoli 34
Viterbese 34
Anconitana 34
Sangiovannese 31

Ceresini entra senza alcuna esperienza dirigenziale. E' appassionato di calcio: una passione nata ai tempi della scuola, con le partite del "Melloni", e poi riversata a livello più alto, soprattutto , sul Parma, ancora pendolante tra serie B e serie C. E' un uomo coraggioso e si getta nell'avventura: dimostrerà, nel difficile incarico, tutta la passione, la carica umana, l'onestà e la grinta di cui è portatore.

I vecchi dirigenti hanno già acquistato il nuovo allenatore: come si è visto, via Meregalli, arriva Tito Corsi. Al posto di Gigi Del Grosso, il neofita presidente si ritrova Carlo Volpi, fino a qualche giorno prima calciatore in attività e improvvisamente trasformato nel ruolo di manager, senza nessun tirocinio specifico nel settore. Ceresini può contare anche sulla collaborazione di Michele Zampiccinini e di un consiglio del quale fanno parte Carboni, Musini, Tanzi e Panciroli, ma la nuova gestione registra subito due episodi emblematici di una realtà dirigenziale confusa e ricca di equivoci. Ricorda il presidente: "Andiamo a Milano all'hotel Gallia, sede delle trattative estive, e uno dei collaboratori mi dice: Venga a firmare il contratto per l'acquisto del terzino Zanutto. Nessuno mi aveva detto niente, io Zanutto non sapevo neanche chi fosse. Ma firmai, seppure senza entusiasmo. Si comincia male".

Per contro, di lì a poco, senza consultare nessuno, Ceresini conclude l'ingaggio dell'ala destra Turella dal Foggia, per la cifra al tempo molto elevata di 120 milioni. Un'operazione che risulterà tutt'altro che felice. Lo stesso "responsabile" lo riconosce lealmente: "Avevo visto Turella in televisione, nelle file del Foggia, in una partita di Coppa Italia contro il Napoli, mettere a segno due reti stupende e giocare in modo divino. Mi ero innamorato di quella specie di... trampoliere, e l'ho voluto. Sono stati i primi quattrini sborsati per il Parma: ricordo ancora, dodici assegni da 10 milioni ciascuno, della Banca Popolare di Novara. Erano passati dieci giorni dalla mia investitura ed ero già fuori di 120 milioni.. Purtroppo non mi sono fermato lì. Fra l'altro un esordio non felice, perchè quello di Turella non fu proprio un buon affare".

Ma torniamo all'estate del 1976. Il neo presidente non nasconde il suo obiettivo: l'immediato ritorno in B. Con quali effettivi? Lasciano la società Pirola, Bressani, Andreoli, Calcagni, Neumair, Bertoni. Il nuovo allenatore Corsi può completare i ranghi grazie agli ingaggi del portiere Zecchina (Spal), dei difensori Zanutto (Novara) e Verdiani (Foggia); degli attaccanti Turella (Foggia), Borzoni (Massese) e Bareato (Romulea). In un secondo momento verrà "ripescato" Daolio e arriverà il centrocampista Crotti. In fase di preparazione, a Bedonia, Corsi perde Furlan, che accusa un fastidioso malessere: ricoverato all'ospedale di Borgotaro, la diagnosi è tremenda. Leucemia. Comincia il calvario del giovane centrocampista veneto che si concluderà, come vedremo, nell'ottobre del 1978.

La prima parte del campionato giustifica concrete speranze: la squadra fa buon gioco, ottiene risultati e termina il girone di andata in testa, con due punti di vantaggio sulla Pistoiese, quattro sullo Spezia e cinque su Siena e Reggiana. Ha perduto una sola partita (Viterbo), vincendone nove e pareggiandone altrettante. Il cammino però è ancora lungo. Già alla terza di ritorno si registra l'aggancio da parte della Pistoiese. Crociati ancora in testa alla 23a partita (vittoria sul Fano), ma è l'ultimo acuto di una stagione che finirà in un autentico crollo. Da qui alla fine (cioè in quindici partite), i toscani staccheranno il Parma di ben 8 punti (54 contro 46)!

Ma il campionato 1976/77 non si può liquidare con queste brevi note perchè, nella sua ultima parte, registra molti episodi che fanno cronaca e che spiegano tante cose. Mano a mano che la squadra perde terreno, la reazione degli sportivi monta. Al pareggio interno con la Viterbese (1-1), segue una dura contestazione nei confronti di Corsi: il presidente Ceresini si schiera a favore del tecnico e minaccia di dimettersi se la squadra non potrà trovare un clima disteso in cui affrontare la fase cruciale del campionato. Dopo due vittorie esterne, la situazione precipita il 24 aprile quando il Grosseto espugna il "Tardini" con un categorico 0-2. La rabbia dei tifosi esplode contro l'allenatore: lo si accusa di volere, lui toscano, favorire la Pistoiese. Assurdo!

Tre giorni dopo, la compagine crociata parte in Inghilterra, dove è in programma il torneo anglo-italiano riservato a squadre di terza serie. La sosta nel "quartier generale" di York serve al presidente Ceresini per chiarire con Corsi gli aspetti di una situazione sempre più arroventata e per convincere il tecnico a dare le dimissioni. Al rientro in sede, il tecnico toscano ufficializza il distacco dalla squadra e dalla società: a sostituirlo viene chiamato Bruno Mora, il quale esordisce con una bella vittoria allo Spezia (1-0 rete di Turella) e riporta il Parma a due punti dalla Pistoiese. Si riaccendono le speranze, ma lo scontro diretto in casa della capolista cancella brutalmente ogni residua velleità.

Le restanti partite rappresentano una specie di calvario per il Parma. Ma il campionato si era perduto già prima.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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