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Spal |
58 |
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Lucchese |
47 |
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Parma |
46 |
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Reggiana |
46 |
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Pisa |
42 |
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Spezia |
41 |
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Arezzo |
41 |
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Teramo |
40 |
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Forli' |
38 |
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Livorno |
38 |
|
Chieti |
38 |
|
Empoli |
38 |
|
Siena |
36 |
|
Fano |
32 |
|
Giulianova |
32 |
|
Riccione |
31 |
|
Prato |
31 |
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Grosseto |
30 |
|
Massese |
29 |
|
Olbia |
26 |
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C'è
fiducia in giro e i dirigenti l'avallano pubblicamente (e pericolosamente),
tenuto conto che è ancora prevista una sola promozione in un girone a
venti squadre. Mentre il presidente, a fine campagna acquisti, sostiene che
la società "ha soddisfatto tutte le richieste dell'allenatore" per
approntare un complesso da vertice, il d.s. è ancora più categorico: "Il
Parma prenota un posto in serie B".
Il
campionato comincia bene: vittoria a Olbia (rigore di Franceschelli) seguita
da un meritato 2-1 casalingo con la Massese. Poi, piano piano, la squadra
delinea una tendenza strana: ottimo comportamento in trasferta e, per
contro, evidenti imbarazzi in casa, con eccessiva perdita di punti, per
colpa di un gioco offensivo stentato e senza respiro, che neanche
l'arrivo a Novembre di Lucio Mongardi (giocatore di buona classe, mobile ed
esperto, ex Spal), riesce a migliorare.
Alla
dodicesima giornata la squadra di Corelli è ancora seconda, insieme alla
Lucchese, con 17 punti, alle spalle della Spal, appena più su (18): un
campionato logicamente ancora tutto da giocare. Purtroppo, da qui in avanti,
il Parma comincia a perdere colpi. Nelle due giornate successive i
crociati perdono con Prato (0-1 al "Tardini") e Arezzo (3-1). Un momento
proprio negativo. Proprio ad Arezzo, l'allenatore Corelli ha ripreso il
posto in panchina, dopo cinque turni di squalifica, duranti i quali
era stato sostituito da Bruno Mora. Una parentesi a questo punto per
precisare che il provvedimento a carico del tecnico crociato era scaturito
dal rapporto dell'arbitro Gazzari di Macerata, dopo la gara Pergocrema-Parma
di Coppa Italia, nella quale aveva concesso ai lombardi un gol, quello del
pareggio, definito fantasma. Corelli si era scatenato contro la terna
arbitrale. Nella motivazione della squalifica si leggeva "per ripeture
ingiurie a un guardalinee, riferite anche all'arbitro".
Le due
sconfitte consecutive appesantiscono l'ambiente, sia all'interno della
società, sia tra gli sportivi. Si capisce che, ormai, il ritorno in serie B
va ancora rinviato. Ceresini concede una prova di appello a Corelli.
Sta per arrivare al "Tardini" lo Spezia di Sonetti, secondo a due lunghezze
dalla coppia di testa (Spal e Lucchese: 23 punti), mentre il Parma arranca a
quota 19. L'allenatore crociato gioca una carta coraggiosa: lancia in prima
squadra il 18enne Carlo Ancelotti, del quale i suoi collaboratori gli
vanno da tempo parlando in modo entusiastico.
Chi è
questo Ancelotti? Un ragazzo dal fisico eccezionale, portatore di una
tecnica già elevata: forse un pò lento nel passo, dispone per altro di una
personalità straordinaria per una ragazzo di quell'età. Viene dal
Reggiolo, suo paese natale, ma chi l'ha portato a Parma? Ecco la spiegazione
di Ceresini: "Il Parma vantava un credito di 10 o 12 milioni dal Reggiolo,
che, in cambio del contante, ci propose di scegliere fra i suoi elementi
quello che più ci piacesse. Avevamo allora visto quel ragazzo così dotato
fisicamente e avevamo scelto lui. Un bel colpo, legato però anche al caso,
se non proprio alla fortuna".
Ma pure
con il giovanissimo reggiano in campo le cose non vanno bene. La partita con
lo Spezia si chiude sul pareggio (1-1), fra l'altro acciuffato a tre minuti
dalla fine. La sorte di Corelli è segnata e nella stessa serata della
domenica il presidente lo licenzia. Per la sostituzione, Ceresini e
Borea, si orientano ancora verso una soluzione interna: a questo punto,
tutti pensano che venga ancora chiamato in causa Bruno Mora. Ma
l'imprevedibile presidente affida l'incarico a Giorgio Visconti,
allenatore della squadra allievi.
Visconti,
dunque, giovane e entusiasta, stimolato ed esaltato dall'incarico, si butta
nell'avventura con tutta la grinta che lo ha contraddistinto come
calciatore. Promuove subito a titolare fisso Ancelotti e "ricicla"
Redeghieri (relegato in panchina dal momento dell'arrivo di Mongardi) e
Montanini. Tutti lo ripagheranno ampiamente della fiducia ricevuta.
Redeghieri, nel girone di ritorno, dimostra di poter convivere benissimo con
Mongardi, indossando la maglia numero quattro: segna addirittura sei gol,
mentre Ancelotti ne realizza otto.
La
gestione Visconti, comunque, si qualifica anche sul piano delle cifre della
classifica: Corelli aveva totalizzato 20 punti in 17 partite; lui 26 in 21
gare. Alla fine, Parma terzo a quota 46, mentre la Spal raggiunge la B dopo
un campionato favoloso: 58 punti. Tra le sfortune di Corelli,
insomma, anche quella di aver incontrato un'avversario così forte.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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