Stagione 1977/1978 - Serie C
 
BOREA DIRETTORE SPORTIVO. INIZIA LA DANZA DEGLI ALLENATORI: CORELLI SOSTITUITO DA VISCONTI. DEBUTTA IL GIOIELLO ANCELOTTI

Ceresini insegue un obiettivo ben preciso: riportare il Parma in B e affronta il campionato 1977-78 con le idee più chiare rispetto all'anno prima. Si rende conto che una società sportiva non può fare a meno di un direttore sportivo altamente professionale. Rinuncia a Carlo Volpi e si mette al fianco il dr. Paolo Borea, che ha appena rotto il contratto con il Modena. Con lui, subito al lavoro, che è tanto.

Occorre anzitutto l'allenatore. I candidati sono molti, ma opta per un uomo "di categoria", Giovanni Corelli, già calciatore di buon livello e poi tecnico dal discreto curriculum alla guida di Spal, Mantova, Giulianova e Crotone. Come "secondo" viene affiancato da Bruno Mora, che vanta già l'esperienza dell'anno precedente. Subito la società dà il via ad un largo movimento di giocatori, in partenza e in arrivo.

Prima le cessioni: Benevelli e Verdiani al Foggia; Borzoni al Catanzaro; Toscani al Montecatini; Calcagni alla Nocerina; Giani al Siena; Zanutto al Novara; Rizzati all'Audace Verona; Zecchina alla Spal; Benedetto smette di giocare per diplomarsi allenatore mentre restano da definire le posizioni di Ferrari e Carrera, che non interessano a Corelli.

Ed ecco gli acquisti: i portieri Grassi (Massese) e Villa (Foggia); i difensori Schicchi e Facco (Avellino), Garito (Catanzaro) e Mantovani (Cattolica); i centrocampisti Redeghieri (Cattolica) e Romanini (Inter); gli attaccanti Franceschelli (Varese), Rossi (Avellino) e Braida (Monza).

 
Formazione del Parma, stagione 1977/1978
 
In piedi da sinistra: Colonnelli, Cavazzini, Ancelotti, Villa, Redeghieri, Daolio;
accosciati: Rossi, Fabris, Mongardi, Turella, Torresani.
 
La rosa

Grassi

Italia
Garito Italia
Fabris Italia
Colonnelli Italia
Cavazzini Italia
Rossi Italia
Redeghieri Italia
Braida Italia
Torresani Italia
Franceschelli Italia
Mongardi Italia
Villa Italia
Facco Italia
Daolio Italia
Franceschelli Italia
Turella Italia
Romanini Italia
Schicchi Italia
Bulgarani Italia
Ancelotti Italia
Montanini Italia
Cocchi Italia
All. Corelli (esonerato) - Visconti
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica

Spal

58
Lucchese 47
Parma 46
Reggiana 46
Pisa 42
Spezia 41
Arezzo 41
Teramo 40
Forli' 38
Livorno 38
Chieti 38
Empoli 38
Siena 36
Fano 32
Giulianova 32
Riccione 31
Prato 31
Grosseto 30
Massese 29
Olbia 26

C'è fiducia in giro e i dirigenti l'avallano pubblicamente (e pericolosamente), tenuto conto che è ancora prevista una sola promozione in un girone a venti squadre. Mentre il presidente, a fine campagna acquisti, sostiene che la società "ha soddisfatto tutte le richieste dell'allenatore" per approntare un complesso da vertice, il d.s. è ancora più categorico: "Il Parma prenota un posto in serie B".

Il campionato comincia bene: vittoria a Olbia (rigore di Franceschelli) seguita da un meritato 2-1 casalingo con la Massese. Poi, piano piano, la squadra delinea una tendenza strana: ottimo comportamento in trasferta e, per contro, evidenti imbarazzi in casa, con eccessiva perdita di punti, per colpa di un gioco offensivo stentato e senza respiro, che neanche l'arrivo a Novembre di Lucio Mongardi (giocatore di buona classe, mobile ed esperto, ex Spal), riesce a migliorare.

Alla dodicesima giornata la squadra di Corelli è ancora seconda, insieme alla Lucchese, con 17 punti, alle spalle della Spal, appena più su (18): un campionato logicamente ancora tutto da giocare. Purtroppo, da qui in avanti, il Parma comincia a perdere colpi. Nelle due giornate successive i crociati perdono con Prato (0-1 al "Tardini") e Arezzo (3-1). Un momento proprio negativo. Proprio ad Arezzo, l'allenatore Corelli ha ripreso il posto in panchina, dopo cinque turni di squalifica, duranti i quali era stato sostituito da Bruno Mora. Una parentesi a questo punto per precisare che il provvedimento a carico del tecnico crociato era scaturito dal rapporto dell'arbitro Gazzari di Macerata, dopo la gara Pergocrema-Parma di Coppa Italia, nella quale aveva concesso ai lombardi un gol, quello del pareggio, definito fantasma. Corelli si era scatenato contro la terna arbitrale. Nella motivazione della squalifica si leggeva "per ripeture ingiurie a un guardalinee, riferite anche all'arbitro".

Le due sconfitte consecutive appesantiscono l'ambiente, sia all'interno della società, sia tra gli sportivi. Si capisce che, ormai, il ritorno in serie B va ancora rinviato. Ceresini concede una prova di appello a Corelli. Sta per arrivare al "Tardini" lo Spezia di Sonetti, secondo a due lunghezze dalla coppia di testa (Spal e Lucchese: 23 punti), mentre il Parma arranca a quota 19. L'allenatore crociato gioca una carta coraggiosa: lancia in prima squadra il 18enne Carlo Ancelotti, del quale i suoi collaboratori gli vanno da tempo parlando in modo entusiastico.

Chi è questo Ancelotti? Un ragazzo dal fisico eccezionale, portatore di una tecnica già elevata: forse un pò lento nel passo, dispone per altro di una personalità straordinaria per una ragazzo di quell'età. Viene dal Reggiolo, suo paese natale, ma chi l'ha portato a Parma? Ecco la spiegazione di Ceresini: "Il Parma vantava un credito di 10 o 12 milioni dal Reggiolo, che, in cambio del contante, ci propose di scegliere fra i suoi elementi quello che più ci piacesse. Avevamo allora visto quel ragazzo così dotato fisicamente e avevamo scelto lui. Un bel colpo, legato però anche al caso, se non proprio alla fortuna".

Ma pure con il giovanissimo reggiano in campo le cose non vanno bene. La partita con lo Spezia si chiude sul pareggio (1-1), fra l'altro acciuffato a tre minuti dalla fine. La sorte di Corelli è segnata e nella stessa serata della domenica il presidente lo licenzia. Per la sostituzione, Ceresini e Borea, si orientano ancora verso una soluzione interna: a questo punto, tutti pensano che venga ancora chiamato in causa Bruno Mora. Ma l'imprevedibile presidente affida l'incarico a Giorgio Visconti, allenatore della squadra allievi.

Visconti, dunque, giovane e entusiasta, stimolato ed esaltato dall'incarico, si butta nell'avventura con tutta la grinta che lo ha contraddistinto come calciatore. Promuove subito a titolare fisso Ancelotti e "ricicla" Redeghieri (relegato in panchina dal momento dell'arrivo di Mongardi) e Montanini. Tutti lo ripagheranno ampiamente della fiducia ricevuta. Redeghieri, nel girone di ritorno, dimostra di poter convivere benissimo con Mongardi, indossando la maglia numero quattro: segna addirittura sei gol, mentre Ancelotti ne realizza otto.

La gestione Visconti, comunque, si qualifica anche sul piano delle cifre della classifica: Corelli aveva totalizzato 20 punti in 17 partite; lui 26 in 21 gare. Alla fine, Parma terzo a quota 46, mentre la Spal raggiunge la B dopo un campionato favoloso: 58 punti. Tra le sfortune di Corelli, insomma, anche quella di aver incontrato un'avversario così forte.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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