Stagione 1978/1979 - Serie C
 
RITORNO IN SERIE B: LO SPAREGGIO DI VICENZA CON LA TRIESTINA

Dopo un secondo e un terzo posto, il Parma di Ceresini fa centro ed ottiene la promozione in serie B. Con tante emozioni, ma pieno merito. Ancora prima che finisse il campionato 1977-78 , era stato assunto il nuovo allenatore: Graziano Landoni, già centrocampista di buon livello, passato alla panchina ormai da qualche anno con risultati lusinghieri. Ha guidato il Grosseto, l'Arezzo, il Pisa, il Prato e tenta ora a Parma il suo primo grosso colpo: sa che la città si aspetta la B. (Le promozioni intanto sono salite a due per cui le speranze sono maggiori).

Il presidente conferma Carlo Ancelotti, già nel mirino di molte società e porta avanti un notevole rafforzamento dei ranghi. Partono Redeghieri, Franceschelli, Turella, Cavazzini, Garito, Rossi, Montanini, Bulgarani, mentre a Facco e Daolio viene concessa la lista. Ad integrare la rosa a disposizione di Landoni arrivano: l'attaccante Bonci (Cesena), che ritorna in maglia crociata dopo l'esperienza del 1972-73; il portiere Boranga (Varese); il libero Battisodo ed il terzino Caneo (Prato); il terzino Capra (ritorno, dal Taranto), l'ala Scarpa (Perugia); i difensori Agretti (Sambenedettese) e Giani (Siena); Toscani (Montecatini). Dopo poche partite, l'organico è integrato dal centrocampista Baldoni (Pisa), che verrà poi impiegato stabilmente come terzino sinistro con buon rendimento.

La preparazione, sempre nel ritiro di Bedonia, è accurata, il pubblico spera, ma l'avvio del campionato delude. Sconfitta a Lecco (1-0, Bonci sbaglia un calcio di rigore), vittoria in casa con il Treviso (2-0, reti di Braida) e successivo passo falso a Trento (1-0).

 
Formazione del Parma, stagione 1978/1979
 
In piedi da sinistra: Battisodo, Schicchi, Ancelotti, Toscani, Agretti, Capra;
accosciati: Boranga, Scarpa, Bonci, Torresani, Mongardi.
 

La squadra offre un andamento alterno, che si segnala per splendide imprese  (2-0) contro la Cremonese, 3-0 contro il capolista Como); per brutte sconfitte (a Biella e Novara); per molti punti perduti in casa (Alessandria, Piacenza e Triestina). Dopo 18 incontri, il Parma non ha ancora vinto una partita in trasferta e arranca in classifica, preceduto da molte squadre (Como, Reggiana, Novara, Triestina e Biellese). Ceresini non si mostra molto soddisfatto e la posizione di Landoni vacilla: sarebbe già sostituito se il parmigiano Umberto Pinardi non dicesse ripetutamente di no alle pur succose offerte del massimo esponente crociato.

 
La rosa

Grassi

Italia
Battisodo Italia
Agretti Italia
Colonnelli Italia
Mongardi Italia
Caneo Italia
Scarpa Italia
Baldoni Italia
Bonci Italia
Ancelotti Italia
Torresani Italia
Boranga Italia
Fabris Italia
Toscani Italia
Scarrone Italia
Braida Italia
Giani Italia
Schicchi Italia
Capra Italia
Azzali Italia
All. Landoni (esonerato) - Maldini
Presidente Ernesto Ceresini

 

La scomparsa di Roberto Furlan

Il 29 ottobre del 1978 muore all'ospedale di Parma Roberto Furlan. Lascia la moglie e un figlio in tenera età. Si conclude così un calvario iniziato nel luglio del 1976, quando si erano rilevati i primi segni della leucemia. Un calvario affrontato con grande coraggio, con la forza d'animo che anche lo sport contribuisce a dare; ma purtroppo senza successo.

Nato a Monselice il 10 novembre 1953, Furlan aveva giocato nei ragazzi dell'Este, del Milan, del Monselice. Con il Parma disputa dodici incontri nel campionato 1972-73, scendendo in campo anche nello spareggio con l'Udinese. Poi va soldato e il sodalizio crociato lo cede in comproprietà alla Mestrina (serie D): 20 presenze, 2 gol. Nel 1975-76 torna a Parma. Colleziona altri ventiquattro gettoni di presenza. A Rimini s'infortuna e non rientra più in squadra.

Nell'estate del 1976, quando il Parma è in ritiro a Bedonia, l'avvisaglia del male che lo sta minando. All'ospedale viene amorevolmente curato. Si riprende. Ritorna a giocare, sempre con la Mestrina. Ma quando cala il sipario sul campionato 1977-78 accusa una ricaduta. L'ultima. Non tornerà più in campo.

La sua esistenza si esaurisce di lì a pochi mesi in una stanza d'ospedale.


La classifica

Como

50
Parma 44
Triestina 44
Reggiana 41
Piacenza 36
Novara 34
Biellese 33
Juniorcasale 33
Cremonese 32
Alessandria 31
Lecco 31
Treviso 31
Mantova 30
Forlì 30
Trento 28
Padova 27
Spezia 26
Modena 25

Singolare il pessimo rapporto dei calciatori parmigiani con i tiri dal dischetto. In 18 partite, la squadra di Landoni ha usufruito di quattro "penalty", di cui tre decisivi, tutti sbagliati. Per questo motivo, a novembre arriva il centrocampista Scarrone dal Milan, descritto come rigorista implacabile. Ma evidentemente l'aria di Parma rovina tutti. A Novara, infatti, l'arbitro Bianciardi di Siena concede un rigore al Parma in svantaggio (1-0): tira Scarrone, ma sbaglia anche lui. La serie per fortuna si interrompe alla 19a partita (ultima di andata) quando, a Padova, i crociati ottengono la prima vittoria esterna e proprio su tiro dagli undici metri, trasformato da Scarpa.

La situazione al giro di boa non è brillante: in testa il Como, con 24 punti; poi Reggiana a 23; Novara a 22; Triestina a 21; Biellese a 20 e Parma a 19. Si volta pagina. Subito si "vendica" la sconfitta dell'andata Lecco con un netto successo (2-0). La squadra continua con il suo comportamento alterno, la platea è insoddisfatta e quando, alla 22a giornata, perde, in casa il derby con la Reggiana (0-1), i giochi sembrano davvero fatti: il Como è lontano 7 punti, i cugini di oltre Enza 5. Ceresini è fuori dalla grazia di Dio, ma non prende provvedimenti.

Landoni vince a Forlì, ma subito dopo si fa bloccare in casa dallo Spezia (2-2, con un rigore sbagliato da Ancelotti). Il presidente rompe gli indugi, decidendo di sostituire il tecnico toscano. Trattative frenetiche, telefoni rossi, c'è fretta. La scelta cade su Cesare Maldini, già calciatore di fama internazionale, poi allenatore di indubbia caratura, già prodottosi alla guida del Foggia e della Ternana, oltre ad un intermezzo nel "suo" Milan.

L'esordio, il 1 aprile, è bagnato dal pareggio con la Cremonese in trasferta (1-1), cui segue la vittoria sul Mantova (1-0, gol di Torresani a 90' scaduto). Da lì alla fine, una sola sconfitta (2-1 a Como) e, al penultimo turno, il clamoroso "colpo" di Trieste (0-1, gol di Bonci) con aggancio degli alabardati a quota 52. Resta una partita, ma la situazione non cambia: è spareggio.

Come sede della partita, domenica 17 giugno, ancora una volta viene scelto il neutro di Vicenza. Alle 17, quando l'arbitro D'Elia di Salerno chiama le squadre in campo, il colpo d'occhio è magnifico, il tifo alle stelle. Quanti parmigiani presenti? Molte migliaia sicuramente: e tutti sperano si ripeta l'exploit del 1973, avversaria, allora, l'Udinese. Andrà bene anche stavolta, sia pure con molte emozioni in più.

Maldini rispolvera Boranga in porta (il titolare Grassi, protagonista di uno strepitoso girone di ritorno, rimane fratturato nell'ultima partita contro il Padova), il resto della formazione è immutato rispetto alle ultime gare; il Parma si schiera quindi con Boranga, Caneo, Baldoni, Colonnelli (dal 72' Toscani), Agretti, Battisodo, Scarpa, Mongardi, Bonci, Ancelotti, Torresani.

Primo tempo in bianco, fra due squadre che si studiano troppo. Prima svolta della gara ad inizio ripresa, quando Scarpa infila alle spalle di Bartolini una punizione-bomba dal limite. Tutto finito? Neanche per sogno!

La Triestina non ci sta e riesce ad agguantare il pareggio su calcio di rigore trasformato da Panozzo. I novanta minuti regolamentari si chiudono sull'1-1 e con il Parma in dieci uomini per un malessere accusato da Agretti, il quale non affronta neanche i due tempi supplementari. Il primo si apre con un colpo di fortuna per i crociati: un disimpegno di un difensore giuliano colpisce alla schiena l'arbitro che sta tornando verso il centro del campo e si trasforma in un invitante passaggio per Ancelotti che, cogliendo tutti di sorpresa, avanza e batte il portiere triestino. Prima del 15' è ancora Ancelotti a trafiggere Bertolini con un perfetta punizione dal limite. 3-1: è la vittoria che neanche la successiva frazione smuoverà più.

In B con il Como ci va il Parma di Maldini.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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