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Como |
48 |
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Pistoiese |
46 |
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Brescia |
45 |
|
Cesena |
43 |
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Monza |
42 |
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L. Vicenza |
42 |
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Sampdoria |
41 |
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Spal |
39 |
|
Bari |
38 |
|
Genoa |
38 |
|
Palermo |
38 |
|
Atalanta |
38 |
|
Verona |
37 |
|
Lecce |
36 |
|
Pisa |
36 |
|
Taranto |
35 |
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Sambenedettese |
34 |
|
Ternana |
31 |
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Parma |
27 |
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Matera |
26 |
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Resta
alla guida della squadra Cesare Maldini, confermato dopo il "miracolo"
dell'anno precedente. Ecco i nuovi: il portiere Zaninelli ed il
centrocampista Casaroli dalla Roma; il libero Marlia (Reggiana); i difensori
Matteoni (Brescia), Zuccheri (Cesena) e Parlanti (Modena); il centrocampista
Masala (Fiorentina). Un organico nutrito, con il quale Maldini sostiene la
preparazione a Scurano, nell'Appennino parmense.
L'esordio
in campionato è buono: il Brescia lascia i due punti ai crociati ed il Parma
pare avviato ad una stagione tranquilla. Ma già otto giorni dopo un brusco
segnale di allarme: a Lecce perde per 3-1 e la domenica successiva la
Sampdoria espugna il Tardini. Inizia un vero e proprio calvario per la
squadra di Maldini, che non riesce mai a staccarsi dalle posizioni di coda e
che risente in modo pesante di gravi malesseri interni.
I
giocatori lo accusano di aver sbagliato la preparazione e addirittura
alcuni vanno ad allenarsi privatamente, fuori orario, clandestinamente, dal
preparatore atletico della squadra. Il fatto viene scoperto e a farne le
spese è il meno colpevole, cioè lo stesso preparatore, allontanato per avere
agito all'insaputa dell'allenatore. Il tecnico crociato le tenta tutte:
alterna i giocatori, cambia continuamente la formazione, ma i risultati sono
sempre insoddisfacenti.
Alla fine
del girone di andata, il Parma è penultimo a 15 punti: ultima la
Ternana a 14. Ceresini vede profilarsi l'ombra di una retrocessione
immediata e cerca in tutti i modi di raddrizzare la barca. Concede ancora
fiducia a Maldini: ma il disastroso inizio del girone di ritorno (sconfitte
a Brescia e in casa con il Lecce) infiamma ancora più la piazza e lo
convince a giocare l'ultima carta, cioè il cambio dell'allenatore. La
scelta cade su Tom Rosati, classe 1929, uomo di scorza dura, abituato
a usare più la sciabola che il fioretto.
Il primo
impegno del Parma "gestione Rosati" coincide con la trasferta in casa della
Sampdoria. Ceresini mette a disposizione un premio partita di 15 milioni:
un incentivo in più, nella speranza di un risultato che riporti, insieme a
benefici di classifica, anche morale. Il primo tempo vede un sostanziale
equilibrio, con il Parma che può recriminare per una traversa colpita da
Marlia su calcio di punizione. Nella ripresa, però, il crollo: la Sampdoria
passa in vantaggio con Genzano e raddoppia di lì a poco con Orlandi. Marlia
si fa parare un calcio di rigore che potrebbe riaprire la partita, dopo di
che i locali dilagano e chiudono con un 5-0 che resterà la sconfitta
più pesante del campionato.
Un
esordio disastroso per il buon Rosati, che conquisterà 11 punti nelle
rimanenti 16 gare. Il Parma torna in serie C, classificandosi
penultimo con 27 punti (solo il Matera fa peggio, 26 punti).
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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