Stagione 1979-1980 - Serie B
 
MALDINI IN DIFFICOLTA', I GIOCATORI ACCUSANO: HA SBAGLIATO PREPARAZIONE. ARRIVA TOM ROSATI, MA E' ANCORA LA C

Il Parma si accinge ad affrontare il campionato di serie B con una squadra di età media molto alta. Primo impegno da definire è la cessione di Carlo Ancelotti, appetito da molte società dopo lo splendido campionato e la eccezionale performance nello spareggio di Vicenza. Il presidente Ceresini ha già fatto una precisa promessa al "collega" della Roma, ing. Viola. Il giovane centrocampista è da tempo nel mirino della società giallorossa; il d.s. romanista, Luciano Moggi, già da tempo telefonava a scadenze fisse (ogni cinque giorni, pare) per ricordare l'impegno del Parma ed evitare l'intromissione di concorrenti.

Il presidente crociato cede così Ancelotti alla Roma, per una cifra ritenuta altissima: un miliardo e 700 milioni. Ma il grosso affare si rivela solo sulla carta. Infatti, nella realtà, le cose vanno diversamente. Ceresini ha purtroppo il torto di accettare, in cambio di contante, un elevato conguaglio in giocatori. Inoltre, il pagamento viene dilazionato in due anni. Come prima trance, il Parma riceve 250 milioni in contanti più due giocatori da scegliere in una vasta rosa che, a quanto si dice, comprende anche il portiere Tancredi: ma i tecnici crociati gli preferiscono il giovane Zaninelli, in più prelevano Casaroli, elemento di buon talento che però a Parma non troverà l'ambiente giusto. Restano 800 milioni per completare il pagamento di Ancelotti, ma Ceresini pescherà ancora abbondantemente nel vivaio giallorosso (Piacenti, Allievi e poi Borelli) nuovamente con risultati mediocri sul piano tecnico ed economico.

Un'operazione balorda che porta ad un raffreddamento di rapporti tra il presidente crociato e Viola. Un prezioso insegnamento, almeno, per il massimo dirigente crociato, il quale ha successivamente cambiato filosofia: "Quando ti accorgi di avere in mano un elemento davvero bravo bisogna farsi pagare con denaro contante. I cambi sono sempre dei rischi e, spesso, degli insuccessi".

 
Formazione del Parma, stagione 1979/1980
 
In piedi da sinistra: Scarpa, Parlanti, Marlia, Matteoni, Zuccheri, Zaninelli;
accosciati: Caneo, Baldoni, Casaroli, Torresani, Bonci.
 
La rosa

Zaninelli

Italia
Matteoni Italia
Baldoni Italia
Zuccheri Italia
Agretti Italia
Marlia Italia
Toscani Italia
Mongardi Italia
Scarpa Italia
Torresani Italia
Bonci Italia
Boranga Italia
Masala Italia
Casaroli Italia
Caneo Italia
Giroldi Italia
Bertinelli Italia
Parlanti Italia
Consigli Italia
Foglia Italia
Gussoni Italia
Giroldi Italia
Borzoni Italia
Petrolini Italia
All. Maldini (esonerato) - Rosati
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica

Como

48
Pistoiese 46
Brescia 45
Cesena 43
Monza 42
L. Vicenza 42
Sampdoria 41
Spal 39
Bari 38
Genoa 38
Palermo 38
Atalanta 38
Verona 37
Lecce 36
Pisa 36
Taranto 35
Sambenedettese 34
Ternana 31
Parma 27
Matera 26

Resta alla guida della squadra Cesare Maldini, confermato dopo il "miracolo" dell'anno precedente. Ecco i nuovi: il portiere Zaninelli ed il centrocampista Casaroli dalla Roma; il libero Marlia (Reggiana); i difensori Matteoni (Brescia), Zuccheri (Cesena) e Parlanti (Modena); il centrocampista Masala (Fiorentina). Un organico nutrito, con il quale Maldini sostiene la preparazione a Scurano, nell'Appennino parmense.

L'esordio in campionato è buono: il Brescia lascia i due punti ai crociati ed il Parma pare avviato ad una stagione tranquilla. Ma già otto giorni dopo un brusco segnale di allarme: a Lecce perde per 3-1 e la domenica successiva la Sampdoria espugna il Tardini. Inizia un vero e proprio calvario per la squadra di Maldini, che non riesce mai a staccarsi dalle posizioni di coda e che risente in modo pesante di gravi malesseri interni.

I giocatori lo accusano di aver sbagliato la preparazione e addirittura alcuni vanno ad allenarsi privatamente, fuori orario, clandestinamente, dal preparatore atletico della squadra. Il fatto viene scoperto e a farne le spese è il meno colpevole, cioè lo stesso preparatore, allontanato per avere agito all'insaputa dell'allenatore. Il tecnico crociato le tenta tutte: alterna i giocatori, cambia continuamente la formazione, ma i risultati sono sempre insoddisfacenti.

Alla fine del girone di andata, il Parma è penultimo a 15 punti: ultima la Ternana a 14. Ceresini vede profilarsi l'ombra di una retrocessione immediata e cerca in tutti i modi di raddrizzare la barca. Concede ancora fiducia a Maldini: ma il disastroso inizio del girone di ritorno (sconfitte a Brescia e in casa con il Lecce) infiamma ancora più la piazza e lo convince a giocare l'ultima carta, cioè il cambio dell'allenatore. La scelta cade su Tom Rosati, classe 1929, uomo di scorza dura, abituato a usare più la sciabola che il fioretto.

Il primo impegno del Parma "gestione Rosati" coincide con la trasferta in casa della Sampdoria. Ceresini mette a disposizione un premio partita di 15 milioni: un incentivo in più, nella speranza di un risultato che riporti, insieme a benefici di classifica, anche morale. Il primo tempo vede un sostanziale equilibrio, con il Parma che può recriminare per una traversa colpita da Marlia su calcio di punizione. Nella ripresa, però, il crollo: la Sampdoria passa in vantaggio con Genzano e raddoppia di lì a poco con Orlandi. Marlia si fa parare un calcio di rigore che potrebbe riaprire la partita, dopo di che i locali dilagano e chiudono con un 5-0 che resterà la sconfitta più pesante del campionato.

Un esordio disastroso per il buon Rosati, che conquisterà 11 punti nelle rimanenti 16 gare. Il Parma torna in serie C, classificandosi penultimo con 27 punti (solo il Matera fa peggio, 26 punti).

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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