Stagione 1981-1982 - Serie C1
 
CERESINI SCEGLIE PERSONALMENTE L'ALLENATORE (DANOVA), MA SENZA SUCCESSO. RICCARDO SOGLIANO E' IL NUOVO D.S.

Se non fosse per l'arrivo di Riccardo Sogliano come direttore generale della società, a girone di ritorno già avanzato, il campionato 1981-82 sarebbe da archiviare, come il precedente, fra i più insignificanti della "gestione Ceresini". Non un bagliore, non un impennata: un torneo vissuto dai crociati fra la metà classifica e la zona immediatamente sottostante, in un crescente disinteresse del pubblico.

E' ancora il presidente che, in fase di campagna estiva, scova personalmente l'allenatore: si tratta di Giancarlo Danova, soprannominato "pantera" per la sua aggressività. Arriva dalla Sanremese, il cui gioco moderno ed efficace induce Ceresini ad ingaggiarlo per il nuovo Parma, la cui situazione finanziaria appare gravissima. Il presidente continua a fare onore agli impegni, mentre nessuno lo aiuta. Solo il Consorzio del prosciutto continua a versare un contributo di qualche decina di milioni in cambio dell'apposizione del marchio sulle maglie dei giocatori.

Il nuovo trainer si porta da Sanremo il difensore Cecchini, con il quale giungono anche i centrocampisti Pari (Inter) e Larini (Cremonese) e lo stopper Stoppani (Rimini). Durante la preparazione si infortuna Larini, indicato come il "regista" della squadra. Si cercano rinforzi e ne arrivano due: Cannata (Pisa) centrocampista e Catellani (Vicenza) difensore.

Un inizio deludente, con un breve intermezzo degno di attenzione, quando la compagine di Danova ottiene un buon pareggio con l'Atalanta, vince a Sanremo e disputa un'altra bella gara con il Vicenza (2-2): sembra l'inizio di una inversione di tendenza, ma la Rhodense, vincendo al "Tardini" per 1-2 con un rete all'ultimo minuto, stronca brutalmente ogni illusione e ricaccia il Parma nella mediocrità.

 
Formazione del Parma, stagione 1981/1982
 
In piedi da sinistra: Catellani, Cannata, Biagini, D'Agostino, Cecchini, Orsi;
accosciati: Pari, Aselli, Larini, Montanini, Cesati.
 
La rosa

Orsi

Italia
Matteoni Italia
Zuccheri Italia
Cecchini Italia
Stoppani Italia
Montanini Italia
Catellani Italia
Pari Italia
Biagini Italia
Toscani Italia
D'Agostino Italia
Piccoli Italia
Cesati Italia
Aselli Italia
Bulgarani Italia
Allievi Italia
Cannata Italia
Larini Italia
Paci Italia
Murelli Italia
All. Giancarlo Danova
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica

Atalanta

49
Monza 47
Modena 46
L. Vicenza 46
Padova 40
Triestina 40
Fano 33
Trento 32
Parma 31
Treviso 31
Piacenza 30
Forlì 30
Sanremese 30
Empoli 29
Rhodense 28
Mantova 27
Alessandria 25
S.Angelo 18

Ci si attende da un momento all'altro che, in sintonia con quanto fatto negli anni precedenti, Danova venga sostituito: e invece Ceresini ridà fiducia al tecnico e addirittura lo conferma per l'anno successivo.
Il colpo di scena arriva ugualmente allorché, ai primi di marzo, dopo lo 0-0 di Forlì, viene esonerato il direttore sportivo Canevari.
Questo il comunicato della Società: "L'Associazione calcio Parma S.p.A. comunica che il direttore sportivo di detta società signor Antonino Canevari è stato sollevato dall'incarico con definitiva interruzione del rapporto contrattuale sino a oggi intercorso. Questo in seguito a dichiarazioni rilasciate dal signor Canevari al termine della gara di domenica contro il Forlì e riportate con risalto nel quotidiano cittadino, nell'edizione di lunedì 2 Marzo 1982, dichiarazioni con le quali il signor Canevari non solo la leso la dignità personale del presidente ma ha anche dimostrato la più assoluta incomprensione dei suoi doveri e delle sue responsabilità".

Quali le dichiarazioni "incriminate"? Ecco cosa ha scritto in proposito la "Gazzetta di Parma": "Per meglio comprendere la sconcertante vicenda, riandiamo all'edizione della Gazzetta di Parma di lunedì, nella quale, al termine della partita di Forlì, dove i crociati avevano conquistato un buon pareggio, il direttore sportivo Canevari aveva testualmente dichiarato al nostro Attilio Fregoso: "I presidenti vanno presi come sono, purtroppo non si possono scegliere e cacciare come gli allenatori". "La frase - proseguiva Fregoso - non è nostra ma è stata sentita nel comizio di fine partita".

In città la sorpresa è grande, qualcuno sottolinea come non esista neanche la certezza che quella frase sia stata pronunciata proprio da Canevari, ma Ceresini è inflessibile e tronca il rapporto con il d.s. piacentino. Sono in molti a pensare che il licenziamento sia avvenuto non tanto per lo specifico episodio quanto per il fatto che il presidente non è soddisfatto del lavoro svolto dal suo collaboratore, anche lui direttamente coinvolto nell'approntamento di una squadra troppo presto esclusa dai grandi obiettivi.

A sostituirlo arriva Riccardo Sogliano, personaggio di primo piano del calcio italiano. Nato ad Alessandria nel 1942, ex calciatore, arriva a Parma con una brillante esperienza anche come direttore sportivo. Tre stagioni al Varese, poi al Genoa, al Bologna (due anni) prima di approdare alla Roma, dove però non trova l'habitat congeniale alle sue caratteristiche e al suo modo di lavorare.
Come mai, si chiedono in tanti, un personaggio di questa caratura accetta il declassamento dalla A alla C1, per di più in una società in difficoltà, che non ha mai avuto un ruolo di qualche importanza nel calcio italiano?

In proposito, è interessante ascoltare dallo stesso presidente i particolari del "colpo": "Il campionato stava andando molto male, avevo bisogno di rientrare almeno in parte delle somme sborsate, con la vendita di qualche giocatore. In squadra c'era qualche elemento interessante come Pari, Orsi, Biagini, Allievi oltre ai giovani Aselli e Murelli. Per questo decisi di rivolgermi all'amico Luciano Moggi, divenuto direttore sportivo del Torino. In quel giorno si trovava a Coverciano e mi invitò a cena da Sabatini a Firenze per le 20:30 dell'indomani. Ci incontriamo puntualmente e noto, con sorpresa, che insieme con Moggi c'è Sogliano, appena licenziatosi dalla Roma. Con quest'ultimo avevo avuto una vivace discussione pochi mesi prima, relativamente alle comproprietà dei giocatori che la società giallorossa aveva passato al Parma nel quadro dell'operazione Ancelotti. Lui, naturalmente, aveva fatto il suo dovere, difendendo gli interessi della società: ma lo scontro era stato abbastanza duro. Comunque siamo lì, davanti al ristorante: Moggi mi garantisce che, dietro la presenza di Sogliano, non c'è alcun disegno segreto; si tratta di una semplice coincidenza. Si era incontrato casualmente con Sogliano, anche lui a Coverciano e non poteva non invitarlo a cena. Mi rendo conto della sincerità e dell'imbarazzo di Moggi - prosegue Ceresini - Sogliano mi allunga la mano, si scusa per quanto avvenuto e io faccio altrettanto con una cordiale stretta e l'incidente viene chiuso.
Cominciamo a mangiare e Moggi improvvisamente lancia la proposta a Sogliano: "Perchè non vai a Parma? E' una piazza dove si possono fare ottime cose, c'è un presidente in gamba". Per sei o sette volte Sogliano rifiuta. Non vuole declassarsi, finendo in C. Ma Moggi insiste: dobbiamo aiutare Ceresini, che si trova in difficoltà. E' troppo attaccato al calcio, dobbiamo dargli una mano. A questo punto, anch'io incalzo, finchè Sogliano, stretto da quel pressing, si alza e dice: lasciatemi un quarto d'ora di tempo. Vado a telefonare a mia moglie a Varese e torno". Intanto io pensavo: se faccio questo colpo, mi salvo, ritorno a godere il calcio. Di lì a poco, Sogliano ricompare e accetta. Mi si apre il cuore. Non chiede nessun contratto: solo una stretta di mano. E subito al lavoro".

La squadra termina al nono posto, con 31 punti.
Il nuovo d.s. non vede molto l'allenatore Danova e vorrebbe sostituirlo, ma Ceresini lo ha già confermato e rispetta l'impegno. Sogliano non insiste, ma non appare molto soddisfatto.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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