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Atalanta |
49 |
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Monza |
47 |
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Modena |
46 |
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L. Vicenza |
46 |
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Padova |
40 |
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Triestina |
40 |
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Fano |
33 |
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Trento |
32 |
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Parma |
31 |
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Treviso |
31 |
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Piacenza |
30 |
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Forlì |
30 |
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Sanremese |
30 |
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Empoli |
29 |
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Rhodense |
28 |
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Mantova |
27 |
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Alessandria |
25 |
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S.Angelo |
18 |
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Ci si
attende da un momento all'altro che, in sintonia con quanto fatto negli anni
precedenti, Danova venga sostituito: e invece Ceresini ridà fiducia al
tecnico e addirittura lo conferma per l'anno successivo.
Il colpo di scena arriva ugualmente allorché, ai primi di marzo, dopo lo 0-0
di Forlì, viene esonerato il direttore sportivo Canevari.
Questo il comunicato della Società: "L'Associazione calcio Parma S.p.A.
comunica che il direttore sportivo di detta società signor Antonino Canevari
è stato sollevato dall'incarico con definitiva interruzione del rapporto
contrattuale sino a oggi intercorso. Questo in seguito a dichiarazioni
rilasciate dal signor Canevari al termine della gara di domenica contro il
Forlì e riportate con risalto nel quotidiano cittadino, nell'edizione di
lunedì 2 Marzo 1982, dichiarazioni con le quali il signor Canevari non solo
la leso la dignità personale del presidente ma ha anche dimostrato la più
assoluta incomprensione dei suoi doveri e delle sue responsabilità".
Quali le
dichiarazioni "incriminate"? Ecco cosa ha scritto in proposito la
"Gazzetta di Parma": "Per meglio comprendere la sconcertante vicenda,
riandiamo all'edizione della Gazzetta di Parma di lunedì, nella quale, al
termine della partita di Forlì, dove i crociati avevano conquistato un buon
pareggio, il direttore sportivo Canevari aveva testualmente dichiarato al
nostro Attilio Fregoso: "I presidenti vanno presi come sono, purtroppo non
si possono scegliere e cacciare come gli allenatori". "La frase - proseguiva
Fregoso - non è nostra ma è stata sentita nel comizio di fine partita".
In città
la sorpresa è grande, qualcuno sottolinea come non esista neanche la
certezza che quella frase sia stata pronunciata proprio da Canevari, ma
Ceresini è inflessibile e tronca il rapporto con il d.s. piacentino. Sono in
molti a pensare che il licenziamento sia avvenuto non tanto per lo specifico
episodio quanto per il fatto che il presidente non è soddisfatto del lavoro
svolto dal suo collaboratore, anche lui direttamente coinvolto
nell'approntamento di una squadra troppo presto esclusa dai grandi
obiettivi.
A
sostituirlo arriva Riccardo Sogliano, personaggio di primo piano del calcio
italiano. Nato ad Alessandria nel 1942, ex calciatore, arriva a Parma con
una brillante esperienza anche come direttore sportivo. Tre stagioni al
Varese, poi al Genoa, al Bologna (due anni) prima di approdare alla Roma,
dove però non trova l'habitat congeniale alle sue caratteristiche e al suo
modo di lavorare.
Come mai, si chiedono in tanti, un personaggio di questa caratura accetta il
declassamento dalla A alla C1, per di più in una società in difficoltà, che
non ha mai avuto un ruolo di qualche importanza nel calcio italiano?
In
proposito, è interessante ascoltare dallo stesso presidente i particolari
del "colpo": "Il campionato stava andando molto male, avevo bisogno di
rientrare almeno in parte delle somme sborsate, con la vendita di qualche
giocatore. In squadra c'era qualche elemento interessante come Pari, Orsi,
Biagini, Allievi oltre ai giovani Aselli e Murelli. Per questo decisi di
rivolgermi all'amico Luciano Moggi, divenuto direttore sportivo del Torino.
In quel giorno si trovava a Coverciano e mi invitò a cena da Sabatini a
Firenze per le 20:30 dell'indomani. Ci incontriamo puntualmente e noto, con
sorpresa, che insieme con Moggi c'è Sogliano, appena licenziatosi dalla
Roma. Con quest'ultimo avevo avuto una vivace discussione pochi mesi prima,
relativamente alle comproprietà dei giocatori che la società giallorossa
aveva passato al Parma nel quadro dell'operazione Ancelotti. Lui,
naturalmente, aveva fatto il suo dovere, difendendo gli interessi della
società: ma lo scontro era stato abbastanza duro. Comunque siamo lì, davanti
al ristorante: Moggi mi garantisce che, dietro la presenza di Sogliano, non
c'è alcun disegno segreto; si tratta di una semplice coincidenza. Si era
incontrato casualmente con Sogliano, anche lui a Coverciano e non poteva non
invitarlo a cena. Mi rendo conto della sincerità e dell'imbarazzo di Moggi -
prosegue Ceresini - Sogliano mi allunga la mano, si scusa per quanto
avvenuto e io faccio altrettanto con una cordiale stretta e l'incidente
viene chiuso.
Cominciamo a mangiare e Moggi improvvisamente lancia la proposta a Sogliano:
"Perchè non vai a Parma? E' una piazza dove si possono fare ottime cose, c'è
un presidente in gamba". Per sei o sette volte Sogliano rifiuta. Non vuole
declassarsi, finendo in C. Ma Moggi insiste: dobbiamo aiutare Ceresini, che
si trova in difficoltà. E' troppo attaccato al calcio, dobbiamo dargli una
mano. A questo punto, anch'io incalzo, finchè Sogliano, stretto da quel
pressing, si alza e dice: lasciatemi un quarto d'ora di tempo. Vado a
telefonare a mia moglie a Varese e torno". Intanto io pensavo: se faccio
questo colpo, mi salvo, ritorno a godere il calcio. Di lì a poco, Sogliano
ricompare e accetta. Mi si apre il cuore. Non chiede nessun contratto: solo
una stretta di mano. E subito al lavoro".
La
squadra termina al nono posto, con 31 punti.
Il nuovo d.s. non vede molto l'allenatore Danova e vorrebbe sostituirlo, ma
Ceresini lo ha già confermato e rispetta l'impegno. Sogliano non insiste, ma
non appare molto soddisfatto.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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