Stagione 1982/1983 - Serie C1
 
IL PARMA CAMBIA VOLTO: DI SCENA I GIOVANI PIOLI, SALSANO, ASELLI, DAVIN, MURELLI, PARI E BERTI.
DANOVA LICENZIATO, GLI SUBENTRA BRUNO MORA

Sempre con Danova allenatore, Ceresini e Sogliano affrontano il campionato 1982/1983. Il direttore generale mette subito mano allo svecchiamento della squadra e va alla ricerca di giovani. Il movimento di giocatori è nutrito: partono Cecchini (Anconitana), Allievi (Fano), Matteoni (Savona), Paci (Alessandria), D'Agostino (Taranto), Montanini (Padova), Bulgarani (Legnano), Catellani (Vicenza). Non vengono riconfermati, in attesa di collocamento, Zuccheri, Toscani, Piccoli e Cesati.

Alla "vecchia guardia" si affiancano molte facce nuove, fra le quali alcuni ventenni. Sono il terzino David (Torino); il centrocampista Salsano (Sampdoria); l'attaccante Caruso ed il jolly Farsoni, entrambi dal Forlimpopoli; il difensore Albinelli (Alessandria).
Completano l'organico altri elementi di sicuro spicco, che infiammano la fantasia dei tifosi: il centravanti Barbuti (Taranto); il portiere Venturelli (Bari); il difensore Bianco (Mantova); gli attaccanti Bruzzone (Reggiana) e Mariani (Prato).

Nello "staff" tecnico è entrato frattanto anche "Gede" Carmignani, già portiere della Juventus e del Napoli, che fa da secondo a Danova, con l'incarico specifico di allenare i portieri.

 
Formazione del Parma, stagione 1982/1983
 
In piedi da sinistra: Albinelli, Cannata, Stoppani, Caruso, Venturelli;
accosciati: Bruzzone, Aselli, Pari, Bianco, Mariani, Biagini.
 
La rosa

Venturelli

Italia
Albinelli Italia
Bianco Italia
Pari Italia
Stoppani Italia
Mariani Italia
Murelli Italia
Salsano Italia
Barbuti Italia
Aselli Italia
Biagini Italia
Mariotti Italia
Cannata Italia
Bruzzone Italia
Larini Italia
Davin Italia
Sabatini Italia
Tomasoni Italia
Pioli Italia
Berti Italia
Caruso Italia
Lombardi Italia
Salati Italia
All. Danova (esonerato) - Mora
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica

Triestina

47
Padova 43
Carrarese 40
Vicenza 37
Rimini 37
Parma 34
Spal 33
Trento 33
Fano 33
Treviso 33
Modena 32
Rondinella 32
Sanremese 32
Brescia 32
Piacenza 32
Mestre 30
Pro Patria 30
Forlì 22

La squadra cambia la sede del ritiro precampionato e inizia il ciclo di Tizzano, altra ridente località del nostro Appennino.
Le prime partite di campionato ridanno sostanza alle speranze degli sportivi: all'ottavo turno, il Parma è ancora imbattuto, secondo in classifica a due punti da Carrarese e Triestina. Al nono impegno, però, ecco il primo capitombolo, per 1-3 a Rimini, seguito da una pronta ripresa.

Alla fine del girone di andata, i crociato sono sesti, con 20 punti, distaccati di 5 dalla capolista Triestina.
Sogliano avverte la delicatezza della situazione, spinge su Danova e sui giocatori, che si impegnano e cercano di ridurre i margini di svantaggio: ma quando, alla 21a partita, l'undici locale non va oltre lo 0-0 in casa con la Spal, Sogliano convince Ceresini a licenziare l'allenatore.

A questo punto, con la promozione pressochè compromessa, Sogliano vuole tentare l'ultima carta e chiama Bruno Mora al posto di "pantera", che accetta molto male il provvedimento per lui "inaspettato e ingiusto".
Siamo alla vigilia di Carrarese-Parma, partita di estrema delicatezza, contro una delle "grandi" del girone.
Esordisce Stefano Pioli (classe 1965), elemento del vivaio locale, cresciuto proprio alla scuola di Mora. Un debutto difficile, anche perchè nei primissimi minuti, praticamente al primo intervento, sia pure un pò deciso, l'arbitro Pellicanò di Reggio Calabria estrae con severità eccessiva il cartellino giallo e ammonisce Pioli, limitandone almeno psicologicamente il comportamento successivo.
L'incontro si chiude negativamente per i crociati, sconfitti per 3-1.

Il nuovo allenatore Mora deve aspettare altre tre partite prima di poter provare la gioia della vittoria: gliela dà Barbuti segnando il gol decisivo contro il Rimini al "Tardini".
Ormai il campionato non ha più nulla da dire sul fronte della promozione: unico obiettivo resta il raggiungimento, almeno, del sesto posto, che consentirebbe la partecipazione alla futura Coppa Italia con le squadre di serie A e B.
Sembra che anche questo debba sfuggire, ma alla fine il Parma arriva proprio sesto, al termine di un girone di ritorno disastroso, nel quale conquista solo 14 punti.

Ma il piazzamento non soddisfa. Il pubblico ha progressivamente abbandonato il "Tardini". Qualche cifra. Alla partita con il Treviso (vittoria per 4-0) si registrano 1065 paganti; per Parma-Pro Patria (vittoria 2-0), 1065; per il derby Parma-Modena (sconfitta per 0-2), 2350 dei quali almeno la metà ospiti; e infine, per l'ultima partita con il Fano (1-1), 780 paganti!

Unica nota positiva di questo triste epilogo di campionato, il lancio di un giovanissimo: Nicola Berti (salsese, classe 1967), inserito come centravanti nella trasferta di Trieste e rivelatosi elemento di sicure doti.
Al "Grezar", Mora e Sogliano avevano tenuto in panchina Barbuti per far posto al "ragazzino": la dimostrazione più esasperata di una "politica" ritenuta l'unica in grado di poter garantire un futuro più sereno alla società, nella quale Ceresini continua a sobbarcarsi pesanti sacrifici. E i frutti arriveranno.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

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