LA SQUADRA VIENE RIFATTA E AFFIDATA A ARRIGO SACCHI
IL PUBBLICO FA CONOSCENZA CON LA "ZONA" ED IL "PRESSING"
ED E' DI NUOVO SERIE B

Se i campionati deludenti come quello appena concluso (così come quello 1979-80) sono disastrosi sul piano dei rapporti squadra-pubblico e della valutazione della società in ambito nazionale, possono invece paradossalmente portare con sè risvolti anche positivi. Abbiamo già raccontato come, ai tempi di Del Grosso, la retrocessione del 1974-75 fu seguita da una campagna di compravendite risoltasi con un utile di mezzo miliardo: ebbene, anche l'ultima, 1984-85, vede i conti del mercato estivo chiudersi con un attivo di un miliardo, addirittura dopo avere messo assieme una squadra competitiva, per un immediato ritorno in divisione cadetta.

Non solo: ma le retrocessioni già definite a metà campionato (come nel caso del Parma 1984-85) consentono — ad una società di salda organizzazione — di assumere con tempestività provvedimenti altrimenti più difficili. In quest'ultima ottica si inserisce l'accordo che Ceresini e Sogliano, fin dall'aprile-maggio 1985, stringono con Arrigo Sacchi, allenatore del Rimini, impegnandolo a guidare il Parma per la successiva stagione. Si fosse tardato un mese o due, probabilmente il tecnico romagnolo avrebbe scelto altra strada: o, quanto meno, la concorrenza per accaparrarselo sarebbe stata più agguerrita.

In piedi da sinistra: Bozzetti (mass.), Landucci, Melli, Signorini, Lombardi, Farsoni, Bonati, Paci, Zannoni, Bruno, Bucci, Sani (magazz.), Carmignani.

Seduti: Vecchi, dr. Zanichelli, Migliazzi, Sogliano, Ceresini, Sacchi, dr. Beltrami, Canuti, Pincolini.

Accosciati: Righetti, Rossi, Fiorin, Bordin, Mussi, Gabriele, Bianchi, Casilli, Salvioni, Gandolfi.
 
La rosa

Landucci

Mussi
Bianchi
Zannoni
Bruno
Signorini
Gabriele
Bordin
M.Rossi
Salvioni
Righetti
Paci
Fiorin
Farsoni
Casilli
A. Melli
L. Lombardi
Bonati
Bucci
All. Sacchi
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica
Parma 47
Modena 47
Piacenza 45
Reggiana 40
Virescit 39
Spal 38
Padova 36
Ancona 33
Prato 33
Trento 31
Legnano 31
Rondinella 31
Carrarese 31
Fano 30
Rimini 30
Pavia 27
Varese 26
Sanremese 17

 


L'allenatore Arrigo Sacchi


Il centrocampista Bordin


Il libero Signorini


Si abbracciano felici Zannoni e Righetti


Il regista Gabriele


La mezz'ala Salvioni

 

Arrigo Sacchi, infatti, si presentava come un giovane allenatore fra i più preparati e moderni. Nato nel 1946 a Cesena, da giocatore ha fatto poco: dal Fusignano al Baracca in serie D e basta. Dedicatosi poi al lavoro di tecnico, ha allenato il Fusignano, l'Alfonsina e il Bellaria prima di frequentare (1978-79) il supercorso di Coverciano. Per tre stagioni alla «primavera» del Cesena, poi al Rimini in C1, quindi alla «primavera» della Fiorentina, ancora al Rimini, prima di approdare a Parma. Una carriera non esaltante, ma molto interessante, soprattutto per la ventata di freschezza portata nelle squadre da lui dirette. Si comincia a parlare di lui e il Parma se ne assicura l'opera.

Con Sacchi, già ingaggiato, la società dà il via alle cessioni e procede agli acquisti indicati dal nuovo tecnico. Impressionante il numero di giocatori che Sogliano riesce a collocare in serie A e in serie B: la squadra appena retrocessa viene letteralmente saccheggiata. Pin (Juventus), Aselli (Sampdoria), Macina (Milan) e il giovanissimo Berti (Fiorentina) sono i gioielli che assicurano i maggiori introiti alla società: ma altri discreti gruzzoli entrano nelle casse sociali con le cessioni di Barbuti (Ascoli), Gandini (Triestina), Dore (Cagliari), Bertoneri (Perugia), Panizza e Marocchi (Foggia), Fermanelli (Siena), Facchini (Arezzo), Davin (Cagliari), Lombardi (Carrarese) e Stoppani (Livorno). Se ne vanno anche Damiani, che ritorna alla Lazio e Benedetti al Torino. Della squadra dell'anno precedente restano solamente Mussi e Bruno.
Viene a costare cinque miliardi (a fronte dei sei incassati) la lunga schiera dei neoacquisti: il portiere Landucci (Fiorentina), il libero Signorini (Cavese), il terzino Bianchi (Rimini), i centrocampisti Gabriele (Cesena), Bordin (Taranto), Salvioni (Derthona), Fiorin (Cesena), Zannoni (Rimini) e gli attaccanti Rossi (Francavilla), Paci (Asti), Righetti (Rimini) e Casilli (Pro Patria).

Tutti giovani — ad eccezione di Salvioni — e tutti di buona qualità. Qualcuno costa anche caro (Rossi oltre un miliardo; Bordin sugli 800 milioni); per Signorini, Gabriele, Zannoni e Righetti il Parma acquista solo il 50 per cento, rimandando a fine stagione l'eventuale riscatto. Imprevisto, ma importante, l'arrivo di Gabriele, ingaggiato nel giro di poche ore da Sogliano, dopo che il prescelto Gamberini (Triestina) aveva «sparato» una cifra di ingaggio astronomica. «Le darò una risposta domani» — lo aveva liquidato il direttore generale gialloblù. E la risposta fu... Gabriele.
Con questo «parco» di giocatori, Sacchi imposta fin dal ritiro di Tizzano i suoi schemi della «zona» e del «pressing». Sono una novità per gli appassionati parmigiani e all'inizio qualcuno storce il naso. Ma ormai il calcio moderno sta per prendere quella strada e sono soprattutto i tecnici giovani a predicare e attuarla con passione e credibilità.

Il campionato va bene. Una sola sconfitta in tutto il girone di andata (a Ferrara, contro la Spal 0-1, settima giornata) e al giro di boa il Parma può contare su un notevole vantaggio (26 punti contro i 22 della Virescit e i 21 del Modena). I giochi sembrano fatti: con questa squadra che gioca a memoria, che può contare su una difesa impenetrabile (un solo gol subito in casa, in tutto il campionato), passa in secondo ordine anche una crescente sterilità in fase conclusiva.

Invece il girone di ritorno riserva qualche sgradita sorpresa; si perde a Pavia, si stenta un po' anche in casa (0-0 con Trento, Spal e Piacenza); il vantaggio si assottiglia e la situazione si fa veramente difficile quando, a quattro domeniche dalla fine, la Reggiana espugna il Tardini, proprio mentre Modena e Piacenza stanno compiendo una straordinaria rimonta. A questo momento la situazione vede il Parma in testa con 40 punti, seguito a una lunghezza dal Modena, a due dal Piacenza e a tre dalla Reggiana.

Un derby davvero stregato (l'arbitro Calabretta di Catanzaro ne combina di tutti i colori, costringendo i gialloblù a giocare in dieci per tutta la ripresa, dopo l'incomprensibile espulsione di Paci) che sarà ricordato con grande tristezza soprattutto per i gravi incidenti che avvengono a fine gara fra ultras parmensi e polizia. Fuori causa giocatori e supporters reggiani, il dramma — sulle cui origini non esiste una versione sicura — si allarga anche alle zone adiacenti allo stadio, con lanci di lacrimogeni e di sassi, con scontri e con numerosi fermi (alcuni dei quali tramutati in arresto) di giovani concittadini. Accuse e controaccuse; riunioni con i familiari dei giovani in carcere; rinvii a giudizio; procedimenti giudiziari anche a carico di minorenni. Un bilancio veramente assurdo, con lacerazioni che solo un lungo lasso di tempo riuscirà a rimarginare.

Ma torniamo al calcio giocato. Il fatto che preoccupa è che nel girone di ritorno il Parma, in 13 partite, ha conquistato solo 14 punti (poco più della media salvezza...) molto meno del Modena (18) e del Piacenza (addirittura 20). Si comincia veramente a temere il peggio, ma per fortuna la squadra di Sacchi ha un'impennata di orgoglio e chiude in bellezza, conquistando sette degli otto punti in palio negli ultimi 360 minuti di gioco (1-0 a Varese; 2-1 con l'Ancona; 0-0 a Firenze con la Rondinella e infine 2-0 con la Sanremese). Una curiosità: così come nel 1983-84, è ancora la Sanremese — questa volta già condannata alla retrocessione a consegnare al Parma i due punti finali della promozione.

Il campionato si chiude con Parma e Modena appaiati a 47 punti e il Piacenza terzo a 45. È la terza promozione dell'era Ceresini. Il presidente è naturalmente molto soddisfatto, ma non nasconde che il rosso della gestione — pur con l'utile della campagna estiva — è stato superiore alle previsioni: esattamente 2 miliardi e mezzo! Il campionato di C1 comporta spese elevate; i contributi federali sono scarsi; in più — sostiene Ceresini — è mancato il pubblico, forse perchè ha visto la promozione già raggiunta alla fine del girone di andata. Insomma, una gioia temperata dalle preoccupazioni. «Sta per entrare in vigore la nuova legge sullo sport che regola le gestioni societarie. Certo, dice, sarà tutto più chiaro, ma i soldi che ho speso e che non si possono mettere in bilancio chi me li restituirà?».
 

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

 

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