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Bologna |
51 |
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Lecce |
49 |
|
Atalanta |
47 |
|
Lazio |
47 |
|
Catanzaro |
46 |
|
Bari |
41 |
|
Cremonese |
41 |
|
Brescia |
39 |
|
Padova |
39 |
|
Parma |
38 |
|
Udinese |
38 |
|
Messina |
35 |
|
Piacenza |
33 |
|
Genoa |
32 |
|
Sambedenettese |
32 |
|
Taranto |
32 |
|
Barletta |
31 |
|
Modena |
30 |
|
Triestina* (-5 punti) |
28 |
|
Arezzo |
26 |

Il contratto siglato tra Ceresini e Tanzi

(Clicca per ingrandire)

La squadra del Parma nell'album Panini

Luigi Apolloni

Gambaro in Parma-Catanzaro

L'attaccante Turrini

Marco Osio

Zeman dialoga con alcuni giocatori

Il difensore Amedeo Carboni

Di Nicola esulta in Parma-Bari

Di Già con una maglia particolare della ABM

Il portiere arrivato in autunno: Cervone
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Con queste premesse, il direttore generale
ritrova l'opportunità di far luogo a un vasto rinnovamento, una strategia
congeniale al suo temperamento e ai suoi precedenti. Smembra quindi,
completamente (ad eccezione di Ferrari) la magnifica retroguardia del
1986-87, (la meno battuta di tutta la serie B) cedendo anche lo stopper
Bruno all'Udinese, società alla quale finisce pure l'attaccante Fontolan,
già in comproprietà con i friulani. A questo punto, i superstiti sono pochi,
e anche per loro si trova una sistemazione: Galassi e Andreoli finiscono
alla Sambenedettese, Valoti alla Spal, Marco Rossi al Prato, Zamagna al
Messina, Piovani al Brescia, Sormani all'Avellino. Anche il giovane portiere
Bucci viene ceduto in prestito alla Pro Patria perchè faccia esperienza in
attesa di tornare — secondo i piani di Sogliano — per prendere come titolare
il posto di Ferrari, nel frattempo prevedibilmente consacrato come uno dei
migliori della B.
Insieme con Ferrari, restano solo Fiorin,
Zannoni e Alessandro Melli, questi ultimi due rimessisi dai gravissimi
infortuni che li avevano costretti al riposo praticamente per l'intero
campionato precedente. Un discorso particolare merita Melli, che,
formidabile nella nazionale giovanile in cui viene puntualmente convocato
e dove si distingue per i suoi splendidi gol, non trova il feeling con gli
sportivi parmensi.
Un fatto strano, ingiusto, perfino autolesionistico perchè il giovane
attaccante, se sostenuto e valorizzato, garantirebbe proficui risultati sia
per la classifica (con i suoi gol) sia per il bilancio (per l'aumentata sua
quotazione sul mercato). E purtroppo c'è da aggiungere che anche Sacchi non
ha mostrato molta fiducia nel ragazzo, soprattutto quando, rientrato dal
grave incidente, lo ha utilizzato solo sporadicamente e per brevi frazioni
di gioco, privandolo della possibilità di un felice reinserimento nei
meccanismi del collettivo.
E pure Zeman si mostrerà scarsamente convinto delle notevoli qualità del
ragazzo, 18enne a Dicembre.
Ranghi rivoluzionati, quindi. A chi gli fa notare l'eccezionale ampiezza del
fenomeno cessioni, Sogliano risponde senza reticenze: "Abbiamo
voluto, in piena sintonia con il presidente Ceresini, dare soddisfazione a
quei giocatori per i quali si aprivano possibilità di carriera senz'altro
più brillanti rispetto a Parma. Come si poteva trattenere un Signorini al
quale, a 27 anni, si sono aperte le porte di uno dei più gloriosi club del
calcio italiano? Così come era difficile sul piano sentimentale negare a
ragazzi come Bianchi e Mussi la gioia di un passaggio in divisione
superiore, in una squadra come il Milan. A questo punto, anche Bruno orfano
dei suoi colleghi di difesa, ha manifestato il desiderio di cambiare aria,
dopo tre anni in gialloblù. Sono situazioni nelle quali bisogna comportarsi
con grande attenzione e, anche, cautela, specialmente quando la squadra
passa ad un nuovo tecnico, portatore magari di idee, tattiche, metodi
completamente diversi dal predecessore".
Ceresini e Sogliano godono della completa
fiducia dell'ambiente, dopo aver riportato il Parma in serie B e averlo
imposto all'attenzione generale per il gioco moderno praticato. Se poi non
bastasse questo, un altro elemento di ottimismo arriva a tonificare ancor di
più l'ambiente: l'ingresso nella società, come sponsor, della Parmalat,
una delle più affermate industrie del settore alimentare nel mondo.
S'interrompe quindi la collaborazione con il Consorzio del prosciutto,
durata circa sette anni, e segnalatasi per il calore e la reciproca
cordialità di rapporti con i quali si era sempre sviluppata. Da tempo
Sogliano perseguiva l'operazione Parmalat: contatti con il titolare, il
cavaliere del lavoro Calísto Tanzi, si ripetevano, e già qualche voce s'era
sentita. Il matrimonio si consuma ufficialmente il 27 giugno 1987 con la
firma del comunicato congiunto da parte del presidente del Parma geom.
Ceresini e del presidente della Parmalat, Calisto Tanzi.
Il comunicato ufficiale rivela i termini di un'operazione che va al di là
della semplice sponsorizzazione: c'è infatti la realtà molto concreta
dell'ingresso della Parmalat anche nell'ambito azionario della società,
finora feudo pressochè esclusivo del geom. Ernesto Ceresini.
L'ufficializzazione del nome del nuovo
allenatore non rappresenta certo una novità, visto che, subito dopo la
notizia della partenza di Sacchi (in aprile), si era saputo che il sostituto
sarebbe stato il cecoslovacco Zdenek Zeman, nipote di Cestmir Vycpalek, già
giocatore e tecnico del Parma fra il 1952 e il 1958.
Quarantenne, insegnante di educazione fisica, da vari anni in Italia, Zeman
ha guidato le giovanili del Palermo, poi il Licata in C2, prima di approdare
al Foggia in C1.
Quanto all'organico giocatori, dopo tante partenze, è logico che gli
acquisti siano numerosi.
Dall'Udinese vengono assunti il difensore Susic e il centrocampista Pasa;
dalla Sambenedettese, per una cifra che si aggira sui due miliardi arrivano
il centrocampista Di Fabio, l'ala Turrini e il centravanti Di Nicola; dalla
Reggiana lo stopper Apolloni, per una cifra cospicua, un miliardo e trecento
milioni. (Si dice, e pare confermato, che il Parma, nell'acquisto, si sia
associato alla Sampdoria, pagando solo la metà). Ancora: i difensori Carboni
(Empoli, 21 partite in A); Gambaro (Sampdoria, 18 partite in A), Impallomeni
(Roma), Dondoni (Livorno); l'attaccante Osio (Empoli, 22 partite in A e 2
gol), oltre ai giovanissimi Magrini (18 anni, Siena), Di Già (19 anni, Inter
primavera) e Esposito (16 anni, centrocampista, dal Valdiano, C2), Pullo
(difensore, Milan primavera) e Sotgia (attaccante, 18 anni, Olbia).
Il tecnico cecoslovacco fa giocare la
squadra in un modo inedito: in pratica non esiste il libero fisso, tutti
i difensori in linea, solo saltuariamente qualcuno chiude un po' più
arretrato, ma tocca soprattutto al portiere Ferrari prodursi in un ruolo —
quello di libero — mai svolto da nessun altro collega in nessuna squadra. Il
gioco diverte: i giovani sembrano assimilare bene le idee di Zeman e fin dal
ritiro di Tizzano arrivano segnali che inducono ad una certa fiducia. La
prima amichevole con la Reggiana al Tardini (perduta per 2-1 dai gialloblù)
innesta qualche dubbio sulla spregiudicatezza della tattica, supportata
anche dall'esasperato ricorso al fuorigioco.
Però, le successive prestazioni riportano non solo credibilità ma anche
entusiasmo, se non addirittura euforia. Quando poi la squadra gialloblù,
messa sotto la Roma, supera (2-1) anche il Real Madrid — venuto a Parma
per diretto intervento dello sponsor Calisto Tanzi — in un'indimenticabile
serata post-ferragostana al Tardini, i sogni non trovano più confini:
spaziano davvero nell'infinito. E' precampionato, con tutte le riserve che
si impongono: ma questo Parma che, subito dopo avere battuto i madrileni, si
qualifica per gli ottavi di finale della Coppa Italia andando a vincere (sia
pure ai rigori) a San Siro contro il Milan di Sacchi, fa veramente gridare
al miracolo. La serie A, ormai, per gli sportivi, può ritenersi a portata di
mano: anche i giornali nazionali, insieme con i tecnici più autorevoli,
indicano nella giovane pattuglia gialloblù una delle compagini favorite.
Il campionato però ridimensiona implacabilmente velleità e ambizioni.
La tattica di Zeman — sulla quale incidono in negativo le infelici
prestazioni, volta a volta, di vari titolari — si dimostra sostanzialmente
disastrosa in difesa e poco redditizia in attacco. Alla settima partita
(sconfitta a Bologna per 3-1), il Parma ha solo 4 punti in classifica, è a
meno sette in media inglese; 5 gol fatti, 11 subiti. Il momento è brutto,
gli sportivi non nascondono la loro delusione. È un periodo molto delicato,
che i massimi dirigenti gialloblù affrontano con decisione, sollevando
dall'incarico Zeman.
Arriva Giampietro Vitali, 47 anni, uomo di categoria, che ha già
guidato Pisa, Lucchese, Empoli, Perugia, Varese, Sambenedettese e
Campobasso. Un tecnico che, in una esperienza ormai relativamente lunga, ha
già sperimentato anche la zona, ma che, nei momenti più difficili, guidando
squadre in difficoltà di classifica, preferisce il vecchio e mai ripudiato
gioco all'italiana, all'insegna cioè del "primo non prenderle".
Ma Ceresini e Sogliano non si fermano qui. Evidentemente preoccupati di non
rovinare l'immagine di un Parma giovane e brillante; di non deludere le
attese degli sportivi e anche di fare bella figura di fronte al nuovo
sponsor, procedono ad una massiccia campagna di rafforzamento della
squadra. Il neo-allenatore Vitali si trova così a poter disporre del
centrocampista Patrizio Sala, 32 anni, 8 volte nazionale di A e 6 di B,
lunga esperienza nella massima serie; del difensore Alberto Rivolta, 20
anni, dall'Inter, con varie presenze in prima squadra; del libero Minotti,
20 anni, dal Cesena (al quale viene passato Impallomeni, che non si trova
bene a Parma); dell'attaccante Baiano, 20 anni, dall'Empoli, 26 partite in
A, due gol, oltre che del giovane difensore Di Dio 19 anni, dal Siracusa.
Per contro, se ne sono già andati Susic e Di Fabio, entrambi al Messina.
Vitali può schierare una formazione più
calibrata, come tattica e come individualità, rispetto a Zeman. L'esordio
è brillante: un secco 3-0 al Piacenza, al momento compagine di alta
classifica. Si capisce comunque che le cose stanno cambiando e lo capisce il
pubblico, che continua a seguire la squadra, dopo avere dimostrato il
proprio gradimento in sede di campagna abbonamenti, sottoscritta con oltre
un miliardo di lire.
E mentre la società vive il difficile momento del trapasso da Zeman a
Vitali, arriva la notizia di un importante riconoscimento per il presidente
Ceresini: la sua elezione a consigliere nazionale della FIGC, una
carica prestigiosa, che testimonia della considerazione e della stima, in
ambito nazionale, per l'uomo e per la società. È stato lo stesso
neo-presidente federale on. Matarrese a volere al suo fianco Ceresini, dopo
averne conosciuto e apprezzato — in sede di Lega professionisti, di cui il
massimo dirigente gialloblù era consigliere — le non comuni qualità
manageriali e umane.
L'investitura ufficiale avviene a Roma, proprio il giorno in cui il Parma,
appena affidato a Vitali, deve vedersela con il Piacenza. Un netto successo
che il pubblico si gode dagli spalti e Ceresini, via telefono, a Roma nella
sede FIGC.
Le incertezze dei singoli — già deleterie per Zeman — si ripetono anche con
Giampietro Vitali, il quale perde a Udine la sua prima partita sulla
panchina del Parma, per un errore del portiere. Un avvio davvero sfortunato
per il bravo Ferrari, che si vede, a questo punto, retrocesso alla panchina,
perchè la Società procede all'acquisto di un estremo difensore di
notevole caratura, come il genoano Cervone.
Come si vede, un susseguirsi di novità e di sorprese, ma non è ancora
finita. Infatti mentre la squadra sta assimilando molto bene la cura Vitali
e risale posizioni in classifica, ecco un'autentica bomba: a metà Dicembre,
poco prima della trasferta di Padova, si sparge la voce che Riccardo
Sogliano sta per lasciare il Parma. L'indiscrezione trova conferma
proprio a Padova, dove la squadra di Vitali conquista un meritato 1-1, per
bocca dello stesso presidente gialloblù Ceresini. L'indomani, lunedì 14
Dicembre, l'ex direttore generale viene presentato ufficialmente dalla
sua nuova società, il Genoa. La notizia lascia allibiti gli sportivi
parmigiani, i quali, in mancanza di spiegazioni ufficiali da parte degli
interessati, si lasciano andare alle più varie interpretazioni. Sia come sia
bisogna riconoscere a Sogliano il merito di un lavoro intelligente e
proficuo, prolungatosi per cinque anni e mezzo, e decisivo per una brillante
riqualificazione della società a livello nazionale. Grazie a Sogliano,
dunque, ma, per fortuna, rimane Ernesto Ceresini. Molto pertinente, in
proposito, quello che lo stesso Sogliano ha affermato in più occasioni: "Io
posso essere tranquillamente sostituito: solo Ceresini non ha alternative di
uguale livello. Quindi, tenetevelo stretto". Un riconoscimento leale.
S'inizia quindi il post-Sogliano con gli
inserimenti di Ottobre, il Parma cambia marcia e raggiunge ben presto la
zona salvezza. Alla fine del girone di andata, ha raccolto 19 punti, il che
equivale a dire che Giampietro Vitali, in dodici gare (le altre erano state
di pertinenza di Zeman) ha totalizzato 15 punti, con quattro vittorie, 7
pareggi e una sconfitta (a Udine): 14 le reti segnate, 6 le subite.
Il modulo di gioco introdotto dal nuovo allenatore è sicuramente efficace,
ma non offre molto spazio allo spettacolo: ogni partita è impostata a
seconda della formazione e degli schemi avversari, per cui ne sortiscono
partite molto interessanti tatticamente ma meno come vivacità di gioco.
Il pubblico avverte soprattutto lo stridore rispetto al precedente
campionato e anche a certe impostazioni dello stesso Zeman, ma quei 15 punti
in 12 partite, che hanno permesso di girare con appena un punto in meno
rispetto a Sacchi, lasciano qualche speranza per una classifica interessante
in direzione serie A... In fondo, si dice, Sacchi giocando bene, ha perduto
una promozione a 43 punti (sia pure con spareggi), quota raggiungibile con
la media tenuta da Vitali: per cui, anche se si è perduto qualcosa in
qualità, l'importante è guardare al sodo, alla classifica. E rinascono
speranze.
Purtroppo, la squadra non mantiene lo
stesso ritmo, collezionando molti pareggi, perde quota e alla fine di
assesterà su 38 punti, con una classifica dignitosa soprattutto se si
pensa al pessimo avvio: ma il pubblico non è soddisfatto. Ritorna ai
rimpianti, anche se, sul piano dei numeri, Vitali ha fatto meglio del suo
predecessore. Sacchi, infatti, finito al Milan, aveva realizzato 40 punti su
38 partite, con una media di 1.05 punti a gara; il successore, dal momento
della chiamata alla guida della squadra, cioè in 31 gare, 34 punti, vale a
dire 1.09. Ma questo non basta a convincere una platea partita con molte
illusioni, come dimostra la media presenze molto elevata al Tardini.
Intanto, quasi tremila gli abbonati, con una quota-partita di incasso di
quasi 63 milioni. In più, nei diciannove appuntamenti del campionato si sono
registrate, complessivamente, altre 140 mila presenze per un totale di circa
192 mila spettatori, con una media domenicale di 10.140 circa. Un record,
che non sarà battuto neanche due anni dopo quando il Parma di Nevio Scala
raggiungerà la serie A, con una media spettatori di 10.035.
Sul piano tecnico, gli uomini di maggior
rendimento si rivelano Apolloni, Minotti, Fiorin, Turrini, Gambaro, Zannoni,
ma prezioso anche l'apporto di Cervone, portiere di sicura affidabilità, e,
su motivazioni diverse, di Patrizio Sala, uomo d'ordine che, seppure senza
il carisma del regista, lega bene i reparti con la sua presenza.
Sfortunato Rivolta, infortunatosi presto, e in sordina il rientro di
Alessandro Melli, dopo il gravissimo infortunio della stagione precedente a
Pisa.
Una notazione negativa nel contesto della stagione: il ritorno da parte
della società alla sostituzione dell'allenatore. Con Sacchi si era sperato
che il ballo annuale dei tecnici fosse finalmente finito: e invece Zeman non
era durato che sette partite, chiaramente un lasso di tempo troppo breve per
accertare fondatamente le capacità di un professionista molto esposto a
rischi e pericoli.
Ad ogni modo, il Parma interrompe la triste altalena fra C e B: già
in due precedenti occasioni era retrocesso subito al primo impatto dopo la
promozione.
Adesso, invece, si va al terzo anno consecutivo in B. Qualcosa,
evidentemente, sta mutando.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
stagione precedente
Storia
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