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Genoa |
51 |
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Bari |
51 |
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Udinese |
45 |
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Cremonese |
44 |
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Reggina |
44 |
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Cosenza |
44 |
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Avellino |
41 |
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Messina |
38 |
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Licata |
37 |
|
Parma |
37 |
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Catanzaro |
35 |
|
Barletta |
35 |
|
Ancona |
35 |
|
Padova |
35 |
|
Monza |
34 |
|
Brescia |
34 |
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Empoli |
34 |
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Sambenedettese |
31 |
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Taranto |
29 |
|
Piacenza |
26 |

Formazione del Parma dall'album Panini

I calciatori Apolloni e Gelsi

I calciatori Melli e Giandebiaggi

L'allenatore Giampietro Vitali

Di Carlo guarda in malo modo Gentilini

Melli esulta con Osio dopo un gol
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Il capitolo acquisti vede i
ritorni di Susic (Udinese), Marco Rossi (dopo una splendida stagione in C1,
nel Prato), Impallomeni (Roma) e Giandebiaggi (Pro Patria). I
nuovi arrivi si chiamano Verga (centrocampista, in prestito dal Milan),
Salvatori (centrocampista dalla Virescit), Paleari (portiere dal Messina),
Di Bin (difensore fluidificante, dal Torino), Zanutta (difensore, dalla
Sampdoria). Molti, per contro, i confermati, compreso Fiorin, per il quale
il presidente Ceresini rifiuta una offerta del Genoa (che ha trovato in
Sogliano il nuovo d.s.) di un miliardo e mezzo più Briaschi.
Il ritiro ha ancora come
sede Tizzano, località molto accogliente e disponibile, ma purtroppo scarsa
di attrezzature. Se ne lamenta subito l'allenatore, ma ormai la scelta è
fatta. La comitiva gialloblù parte per Tizzano il 25 luglio e si trattiene
fino a Ferragosto. La platea però non è entusiasta, anzi. Non vede molte
prospettive per quella squadra, dopo una campagna piuttosto fiacca, per
altro chiusa con oltre mezzo miliardo di passivo per la società. Gli
abbonamenti, rispetto all'anno precedente (erano 2.930), calano di molto.
Per di più, in un'amichevole precampionato contro il Milan al Tardini, si
infortuna gravemente Impallomeni (colpito duro da Costacurta), che dovrà
restare a riposo per molti mesi.
L'avvio di campionato —
dopo una rocambolesca eliminazione dalla Coppa Italia per colpa di una
compiacente Inter che nell'ultima partita si fa battere dal Brescia — è
sostanzialmente buono: anzi, dopo sei domeniche il Parma è addirittura ai
vertici (8 punti), atteso per di più da una gara casalinga sulla carta
piuttosto agevole, contro il Licata. Ma proprio contro i siciliani la
compagine di Vitali denuncia la propria allergia alle partite in offesa:
infatti, attacca subito l'avversario con grande foga, scoprendosi, e
ritrovandosi alla fine del primo tempo in svantaggio di due reti ( che
diventeranno tre all'inizio della ripresa), vittima di un contropiede tanto
insidioso quanto... agevolato nella circostanza.
Purtroppo, seguono altre
due sconfitte nelle successive trasferte (Taranto e Empoli) e la situazione
si fa piuttosto difficile, mentre gli sportivi si vedono rafforzati nelle
loro perplessità dalle continue variazioni nell'organico: partono infatti
Susic (al Messina), Di Bin insieme con Marco Rossi (al Prato), tornano
Gambaro e Melli. Non si crea feeling fra società, squadra e pubblico.
Anche i due elementi giovani, che dovevano rappresentare le più belle realtà
della stagione (Verga e Salvatori) figurano fra le vittime più mirate: il
primo resiste e crescerà, mentre per il secondo la società preferisce
passarlo alla... Fiorentina, che lo aveva richiesto offrendo in cambio
(accettato) un altro centrocampista, il ben più modesto Gelsi.
Una situazione perennemente
fluida, con l'ormai consueta campagna di rafforzamento di ottobre: arrivano
la mezza punta Di Carlo dal Genoa, il centravanti Faccini dalla
Sambenedettese e il difensore Flamigni dal Cesena. Il rientrato Melli,
chiamato da Vitali a sostituire Marco Rossi, esordisce in modo brillante,
mettendo a segno addirittura quattro reti in 180 minuti: due contro l'Ancona
e due contro il Cosenza. Le cifre ufficiali ne riconoscono solo due perchè
garbitri (Sanguineti di Chiavari e Frattin di Castelfranco Veneto) ne
annullano una ciascuno: il rientro si presenta molto positivo. Purtroppo,
però, il giovane attaccante spegne ben presto le sue... batterie e fino al
termine non offrirà numeri di grande risonanza.
Quanto meno curiose, poi,
le prime presenze di Gelsi e Di Carlo in maglia gialloblù. L'ex fiorentino,
schierato per l'esordio nella gara interna contro l'Ancona, regala agli
ospiti la palla del momentaneo vantaggio (2-1, che poi diventerà 2-2),
mentre l'ex genoano, sempre contro la squadra dorica, cade in una
provocazione avversaria e si becca addirittura tre domeniche di squalifica.
Una punizione eccessiva, sproporzionata all'entità del fatto commesso, ma
comminata su precise accuse dell'arbitro. Il cui errore viene però annotato
dallo stesso designatone arbitrale (il dottor Cesare Gussoni) presente in
gradinata, per cui — ferma la durata della punizione, inattaccabile da
interventi esterni — Sanguineti pagherà con l'estromissione dai ruoli della
Can a fine stagione.
Uno dei motivi dominanti
del campionato resta comunque la scoperta di Minotti quale goleador. Nella
precedente stagione, aveva realizzato una rete, quella del pareggio (2-2)
con l'Udinese: in quella corrente, ...si scatena e alla fine ne conterà ben
sette. Un autentico toccasana, in una squadra che fa fatica a trovare la via
del gol, forse anche per la non felicissima annata di qualcuno ritenuto
punto fermo (come Osio, forse utilizzato in posizione non ideale) e per i
gravi infortuni che tolgono di mezzo elementi come Turrini, Verga e Pullo.
Alcuni fatti importanti
vanno registrati mentre il campionato si avvia all'epilogo, con il Parma
senza problemi. Il presidente Ceresini — dimostrando ancora una volta mano
felice — chiama in società Giambattista Pastorello, dirigente preparato e
moderno, che ha alle spalle esperienze importanti nel Padova e nel Modena.
Sempre entusiasta e convinto delle sue scelte, il presidente del Parma
presenta subito Pastorello come l'uomo "ad hoc" per il salto di qualità cui
il sodalizio si prepara. In effetti, dall'alto dell'incarico nazionale che
gli è stato affidato (consigliere della Figc), con le conoscenze acquisite
in tanti anni di presidenza, con contatti a tutti i livelli, Ceresini già da
tempo si muove con la sicurezza e la personalità dei manager di razza.
Ancora: non sappiamo se in
concomitanza, prima o dopo Pastorello, comunque qualche mese prima della
fine del campionato, ha già scelto l'allenatore prossimo: per la giusta
riservatezza imposta dai regolamenti federali, lo confida solo agli amici,
ma la scelta è fatta. Si tratta di Nevio Scala, l'uomo che in due anni ha
portato la Reggina prima alla promozione dalla C alla B e poi allo spareggio
per la A, perduto solo ai rigori con la Cremonese. Un allenatore nel mirino
di molte società, anche della massima serie, che però dimostra subito il suo
aplomb tenendo fede alla parola data. E verrà a Parma.
Queste mosse anticipate
sono lì a dimostrare l'insoddisfazione del presidente (in sostanziale
sintonia con gli sportivi) per un campionato tutto sommato anonimo
(nonostante i 37 punti conquistati e una classifica dignitosissima) e il
desiderio di migliorare la situazione, per far ritornare interesse e
entusiasmo.
(tratto dal libro "Tutto
il Parma minuto per minuto")
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