Stagione 1988-1989
 

CONFERMATO L'ALLENATORE GIAMPIETRO VITALI, LA SOCIETA' CHIUDE UNA CAMPAGNA ACQUISTI CHE NON SODDISFA GLI SPORTIVI.
ARRIVA A PARMA GIAMBATTISTA PASTORELLO

Primo atto della società è quello della conferma alla guida della squadra di Giampietro Vitali. Un allenatore di indubbia professionalità,che nella stagione precedente aveva tolto il Parma dalle difficoltà iniziali, rilevando Zeman dopo sette partite e arrivando nella metà alta della classifica, ma che non aveva del tutto soddisfatto il palato dei parmigiani.

Quindi, una conferma discussa (pare che anche a livello dirigenziale non tutti fossero concordi): Vitali, dunque, portatore di grande mestiere, ma con un modulo di gioco che non piace. Nella circostanza, poi, gli sportivi confermano la loro viscerale... capricciosità, per cui, ormai, la serie B non basta più. Ad aumentare scetticismo e riserve concorre anche una campagna di compravendite piuttosto modesta e quindi di scarso gradimento.

Se ne vanno Pasa insieme con Zannoni (Udinese); Carboni (Sampdoria); Cervone (fine prestito, al Genoana); Baiano (Napoli); Rivolta (fine prestito, Inter); Gambaro (Cesena) e Melli (Modena). Quest'ultimo non rientra evidentemente nei programmi sociali, anche se sulle sue doti naturali Ceresini continua a credere. Un anno di C1, si dice, gli farà bene. Ma, come vedremo non sarà così.


Formazione del Parma - 1988/1989

In piedi da sinistra: Ferrari, Giandebiaggi, Verga, Minotti, Melli, Stefano Rossini
Accosciati: Gelsi, Apolloni, Fiorin, Di Già, Osio.
 

 

La rosa

Ferrari

Rossini S.
Apolloni
Flamigni
Minotti
Giandebiaggi
Osio
Fiorin
Di Già
Gelsi
Faccini
Paleari
Melli A.
Gambaro
Pullo
Turrini
Verga
Di Carlo
Sala
Impallomeni
Rossi M.
Salvatori
Sotgia
Morabito
Esposito
Susic
Melli M.
Di Dio
Bocchialini
Spocchi
All. Vitali
Presidente Ernesto Ceresini


La classifica
Genoa 51
Bari 51
Udinese 45
Cremonese 44
Reggina 44
Cosenza 44
Avellino 41
Messina 38
Licata 37
Parma 37
Catanzaro 35
Barletta 35
Ancona 35
Padova 35
Monza 34
Brescia 34
Empoli 34
Sambenedettese 31
Taranto 29
Piacenza 26


Formazione del Parma dall'album Panini

 


I calciatori Apolloni e Gelsi

 


I calciatori Melli e Giandebiaggi

 


L'allenatore Giampietro Vitali

 


Di Carlo guarda in malo modo Gentilini

 


Melli esulta con Osio dopo un gol

 

Il capitolo acquisti vede i ritorni di Susic (Udinese), Marco Rossi (dopo una splendida stagione in C1, nel Prato), Impallomeni (Roma) e Giandebiaggi (Pro Patria). I nuovi arrivi si chiamano Verga (centrocampista, in prestito dal Milan), Salvatori (centrocampista dalla Virescit), Paleari (portiere dal Messina), Di Bin (difensore fluidificante, dal Torino), Zanutta (difensore, dalla Sampdoria). Molti, per contro, i confermati, compreso Fiorin, per il quale il presidente Ceresini rifiuta una offerta del Genoa (che ha trovato in Sogliano il nuovo d.s.) di un miliardo e mezzo più Briaschi.

Il ritiro ha ancora come sede Tizzano, località molto accogliente e disponibile, ma purtroppo scarsa di attrezzature. Se ne lamenta subito l'allenatore, ma ormai la scelta è fatta. La comitiva gialloblù parte per Tizzano il 25 luglio e si trattiene fino a Ferragosto. La platea però non è entusiasta, anzi. Non vede molte prospettive per quella squadra, dopo una campagna piuttosto fiacca, per altro chiusa con oltre mezzo miliardo di passivo per la società. Gli abbonamenti, rispetto all'anno precedente (erano 2.930), calano di molto. Per di più, in un'amichevole precampionato contro il Milan al Tardini, si infortuna gravemente Impallomeni (colpito duro da Costacurta), che dovrà restare a riposo per molti mesi.

L'avvio di campionato — dopo una rocambolesca eliminazione dalla Coppa Italia per colpa di una compiacente Inter che nell'ultima partita si fa battere dal Brescia — è sostanzialmente buono: anzi, dopo sei domeniche il Parma è addirittura ai vertici (8 punti), atteso per di più da una gara casalinga sulla carta piuttosto agevole, contro il Licata. Ma proprio contro i siciliani la compagine di Vitali denuncia la propria allergia alle partite in offesa: infatti, attacca subito l'avversario con grande foga, scoprendosi, e ritrovandosi alla fine del primo tempo in svantaggio di due reti ( che diventeranno tre all'inizio della ripresa), vittima di un contropiede tanto insidioso quanto... agevolato nella circostanza.

Purtroppo, seguono altre due sconfitte nelle successive trasferte (Taranto e Empoli) e la situazione si fa piuttosto difficile, mentre gli sportivi si vedono rafforzati nelle loro perplessità dalle continue variazioni nell'organico: partono infatti Susic (al Messina), Di Bin insieme con Marco Rossi (al Prato), tornano Gambaro e Melli. Non si crea feeling fra società, squadra e pubblico.
Anche i due elementi giovani, che dovevano rappresentare le più belle realtà della stagione (Verga e Salvatori) figurano fra le vittime più mirate: il primo resiste e crescerà, mentre per il secondo la società preferisce passarlo alla... Fiorentina, che lo aveva richiesto offrendo in cambio (accettato) un altro centrocampista, il ben più modesto Gelsi.

Una situazione perennemente fluida, con l'ormai consueta campagna di rafforzamento di ottobre: arrivano la mezza punta Di Carlo dal Genoa, il centravanti Faccini dalla Sambenedettese e il difensore Flamigni dal Cesena. Il rientrato Melli, chiamato da Vitali a sostituire Marco Rossi, esordisce in modo brillante, mettendo a segno addirittura quattro reti in 180 minuti: due contro l'Ancona e due contro il Cosenza. Le cifre ufficiali ne riconoscono solo due perchè garbitri (Sanguineti di Chiavari e Frattin di Castelfranco Veneto) ne annullano una ciascuno: il rientro si presenta molto positivo. Purtroppo, però, il giovane attaccante spegne ben presto le sue... batterie e fino al termine non offrirà numeri di grande risonanza.

Quanto meno curiose, poi, le prime presenze di Gelsi e Di Carlo in maglia gialloblù. L'ex fiorentino, schierato per l'esordio nella gara interna contro l'Ancona, regala agli ospiti la palla del momentaneo vantaggio (2-1, che poi diventerà 2-2), mentre l'ex genoano, sempre contro la squadra dorica, cade in una provocazione avversaria e si becca addirittura tre domeniche di squalifica. Una punizione eccessiva, sproporzionata all'entità del fatto commesso, ma comminata su precise accuse dell'arbitro. Il cui errore viene però annotato dallo stesso designatone arbitrale (il dottor Cesare Gussoni) presente in gradinata, per cui — ferma la durata della punizione, inattaccabile da interventi esterni — Sanguineti pagherà con l'estromissione dai ruoli della Can a fine stagione.

Uno dei motivi dominanti del campionato resta comunque la scoperta di Minotti quale goleador. Nella precedente stagione, aveva realizzato una rete, quella del pareggio (2-2) con l'Udinese: in quella corrente, ...si scatena e alla fine ne conterà ben sette. Un autentico toccasana, in una squadra che fa fatica a trovare la via del gol, forse anche per la non felicissima annata di qualcuno ritenuto punto fermo (come Osio, forse utilizzato in posizione non ideale) e per i gravi infortuni che tolgono di mezzo elementi come Turrini, Verga e Pullo.

Alcuni fatti importanti vanno registrati mentre il campionato si avvia all'epilogo, con il Parma senza problemi. Il presidente Ceresini — dimostrando ancora una volta mano felice — chiama in società Giambattista Pastorello, dirigente preparato e moderno, che ha alle spalle esperienze importanti nel Padova e nel Modena. Sempre entusiasta e convinto delle sue scelte, il presidente del Parma presenta subito Pastorello come l'uomo "ad hoc" per il salto di qualità cui il sodalizio si prepara. In effetti, dall'alto dell'incarico nazionale che gli è stato affidato (consigliere della Figc), con le conoscenze acquisite in tanti anni di presidenza, con contatti a tutti i livelli, Ceresini già da tempo si muove con la sicurezza e la personalità dei manager di razza.

Ancora: non sappiamo se in concomitanza, prima o dopo Pastorello, comunque qualche mese prima della fine del campionato, ha già scelto l'allenatore prossimo: per la giusta riservatezza imposta dai regolamenti federali, lo confida solo agli amici, ma la scelta è fatta. Si tratta di Nevio Scala, l'uomo che in due anni ha portato la Reggina prima alla promozione dalla C alla B e poi allo spareggio per la A, perduto solo ai rigori con la Cremonese. Un allenatore nel mirino di molte società, anche della massima serie, che però dimostra subito il suo aplomb tenendo fede alla parola data. E verrà a Parma.

Queste mosse anticipate sono lì a dimostrare l'insoddisfazione del presidente (in sostanziale sintonia con gli sportivi) per un campionato tutto sommato anonimo (nonostante i 37 punti conquistati e una classifica dignitosissima) e il desiderio di migliorare la situazione, per far ritornare interesse e entusiasmo.

(tratto dal libro "Tutto il Parma minuto per minuto")

 

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